New York, la Grande Mela, il centro dell’ombelico del mondo per molti e una città che esige dai propri rappresentati sportivi sempre il massimo, senza far sconti a nessuno. Di questo stesso avviso lo è anche Derek Fisher, Head Coach dei New York Knicks, per il nuovo arrivato dal draft: Kristaps Porzingis.
Il lungo lettone (2.21 di lunghezza ‘per soli’ 111 kg) vorrebbe giocare da power forward, ma Coach Fisher non è della stessa lunghezza d’onda come si evince dall’intervista ai microfoni di Marc Berman del ‘New York Post’: “Ha versatilità e ciò non è male. È troppo breve la sua carriera (di Porzingis) per dire cosa può fare. È stato drafatato con la scelta n.4 ed è da tenere in considerazione. Lui si deve guadagnare il fatto di essere un ragazzo di cui possiamo fidarci, non possiamo dargli ancora il timbro «approved»”
I Knicks hanno infatti una platea di opzioni da poter far giocare accanto al nuovo centro Robin Lopez, come Carmelo Anthony o Derrick Williams, scegliendo quindi dei 4 più “piccoli” per l’ormai onnipresente “small ball” e dei 5 più “tradizionali” come Kyle O’Quinn o il rookie scelta n.4 del draft 2015.
Al di fuori di queste 4 scelte, quella di Porzingis porta a numerosi punti interrogativi, poichè partire con lui potrebbe portare ad enormi guadagni visto il suo non indifferente potenziale con palla a terra.
Il lituano, dal canto suo, si dice pronto per tutto ciò: “ Mi sento fiducioso se saprò giocare a questo livello. Penso ci vorrà un po’ di tempo, ma io appartengo a tutto questo”
Indipendentemente, però, da quale ruolo avrà il ragazzo nelle rotazioni di Derek Fisher, i Knicks quest’anno più che mai, con Anthony recuperato e i nuovi innesti operati durante l’off season, dovranno migliorare più che mai l’orribile record di 17 W registrato nella scorsa stagione e saper reggere la pressione che solo il Madison Square Garden sa dare.
Per NBA Passion


