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Home Mondiali Basket 2019 Kobe Bryant su Team USA: “Ci saranno altre sconfitte in futuro, le altre squadre hanno colmato il gap”

Kobe Bryant su Team USA: “Ci saranno altre sconfitte in futuro, le altre squadre hanno colmato il gap”

di Francesco Catalano

In un’intervista concessa a ESPN Kobe Bryant ha commentato la clamorosa eliminazione del team USA, poi ha parlato di quello che sarà secondo lui il futuro della nazionale americana.

Kobe ha fatto parte della seconda squadra americana più forte di tutti i tempi dopo quella impareggiabile del 1992. Nel 2008 infatti, alle Olimpiadi di Pechino, quello che veniva chiamato il “Redeem team” ha iniziato quella lunga striscia di 58 vittorie consecutive della nazionale statunitense che è stata interrotta dalla Francia pochi giorni fa.  Quella squadra era formata da Dwight Howard, Kobe Bryant, LeBron James, Jason Kidd, Carmelo Anthony e aveva in panchina giocatori del calibro di Dwayne Wade, Chris Bosh e Chris Paul.

Proprio ieri, per fare da spettatore alla semifinale tra Argentina e Francia, Kobe è tornato nella stessa arena in cui nel 2008 in finale aveva fatto quell’incredibile quarto periodo che aveva permesso ai suoi di vincere l’oro.

Tuttavia, non crede che il prossimo anno alle Olimpiadi di Tokyo 2020 il team USA debba redimere quello fallimentare di quest’anno.

Non è che il resto del mondo deve raggiungere gli USA, ma la verità è che il resto del mondo è stato raggiunto per parecchio tempo. E siamo arrivati al punto in cui noi negli Stati uniti vinceremo delle partite e ne perderemo delle altre. E’ così che vanno le cose”.

Kobe Bryant su team USA: “Non ci saranno più vittorie facili, sarà difficile”

Kobe, perciò, è convinto del fatto che ormai le altre nazionali abbiano colmato il gap con quella statunitense. Gli americani dovranno quindi abituarsi a vedere incontri più combattuti e anche qualche sconfitta. Nonostante ciò, l’ex giocatore dei Lakers non nasconde che le grandi e tante rinunce di vari giocatori durante l’estate non siano state un fattore insignificante.

Sento molto di questo: ‘Abbiamo mandato il miglior team che avessimo potuto mettere in campo?’ Bisogna ricordare che col Redeem Team (alle Olimpiadi del 2008, ndr) abbiamo avuto bisogno di un quarto quarto di fuoco per battere la Spagna. Quello era un team infernale. Noi avevamo ancora bisogno di un reale sforzo per battere la Spagna in quel match valevole per la medaglia d’oro. Cioè l’ho detto tanto per dire, ma i migliori giocatori che pensi compongano il migliore team USA, dovranno ancora affrontare diverse sfide. I giorni del Dream Team di Barcellona ’92 sono finiti. Non ci sono più, per questo sarà difficile”.

Secondo Kobe non ci saranno più vittorie scontate per gli USA nelle prossime competizioni internazionali. Le altre squadre col passare del tempo si sono attrezzate e hanno raggiunto il livello degli americani.

“Non biasimo chi ha rinunciato alla chiamata”

Tuttavia, è inutile negare che con la squadra al completo gli USA avrebbero fatto tutto un altro Mondiale. Di sicuro non sarebbero a giocarsi il settimo posto con la Polonia, come il team di coach Gregg Popovich farà domani. Il “Black Mamba” non intende però nemmeno biasimare chi ha rinunciato alla chiamata: anche lui all’inizio aveva spesso detto di no per ragioni personali. Come alle Olimpiadi di Sydney del 2000 quando era in procinto di sposarsi.

Molti di quei ragazzi non hanno avuto l’opportunità di giocare per gli Stati Uniti, così sono sicuro che se fossero stati a posto fisicamente, avrebbero di certo accettato la chiamata. Ma molti di loro stanno uscendo da infortuni seri e stanno cercando di venirne fuori per tornare in forma e al 100%. Altri si stanno spostando da una città all’altra portando con loro le famiglie per farle stabilire lì. E’ un grande cambiamento per le famiglie, lo capisco alla perfezione”.

Secondo Kobe quindi il motivo principale della debacle americana a questi Mondiali non è attribuibile alle tante rinunce che la squadra ha dovuto fronteggiare. La vera ragione è il fatto che le altre nazionali abbiano ormai colmato il divario con gli Stati Uniti.

Intanto però Draymond Green ha voluto far sapere di voler far parte della squadra che parteciperà alle Olimpiadi 2020. Si tratta di un caso?

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