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Odom racconta Mark Cuban nel suo libro: “Mi prese a calci e mi umiliava”

di Lorenzo Brancati

Lamar Odom, due volte campione NBA con i Los Angeles Lakers, ha giocato una delle sue ultime stagioni presso i Dallas Mavericks di Mark Cuban. Nel suo libro “Darkness to light” ha speso diverse righe per raccontare quell’esperienza a dir poco da incubo. Odom è stato un giocatore dei Mavs durante la stagione 2011/2012, prima di essere spedito ai Los Angeles Clippers, dove nel 2013 concluse la propria carriera.

A rendergli la stagione passata in Texas insopportabile fu il proprietario stesso della franchigia, Mark Cuban. Spesso noto alla stampa per atteggiamenti non del tutto appropriati al suo ruolo, Cuban non è affatto nuovo a trovarsi in situazioni sconvenevoli.

In questo caso Odom ha raccontato di come, in più occasioni, lo avrebbe umiliato a parole, arrivando addirittura al contatto fisico, durante una partita:

“Durante un incontro casalingo, stavo giocando probabilmente la peggior partita della stagione. Coach Carlisle mi sostituì e io cercai in panchina una sedia vicina agli allenatori, ma non ce ne erano di libere. Per cui mi diressi verso l’unica libera, in fondo alla panchina, proprio vicino a Cuban… Lui allungò la gamba destra e mi colpì sullo stinco. ‘Forza, ******!’ urlò. Ero attonito. Non era stato un colpetto. L’avevo sentito. Quella fu l’ultima goccia. Capii che chiaramente non mi rispettava come uomo.”

Ha poi aggiunto che, non fosse stato per Vince Carter prontamente giunto a calmarlo, l’avrebbe probabilmente affrontato fisicamente.

Il giocatore, che nella stagione precedente aveva vinto il premio di “Sesto uomo dell’anno”, ha riportato di come quello non fosse un periodo facile per lui. Quando Odom arrivò a Dallas a dicembre del 2011, per via della stagione “lockout”, stava già combattendo con alcuni problemi a livello mentale, e le umiliazioni subite da Cuban non aiutarono affatto:

“Mi veniva contro costantemente, mi sminuiva e metteva in dubbio la mia mascolinità davanti a tutti. Durante le gare casalinghe si sedeva nel suo posto a bordo campo e mi urlava oscenità. ‘Sei così ******* lento e fuori forma! Sei uno spreco di soldi!’. Mi urlò a palla ferma durante una delle prime uscite di quella maledetta esperienza.”

Odom concluse quella stagione con 50 partite giocate e un minimo in carriera del 35% al tiro. Come detto, alla fine della stagione successiva si ritirò, andando poi incontro a non pochi problemi extra-campo.

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