Mentre i Los Angeles Lakers si avviano alla conclusione di una delle stagioni più deludenti della storia della franchigia, e si preparano ad affrontare un’estate che potrebbe quindi essere fatta di grandi cambiamenti, mirati alla costruzione di una squadra da campionato, Anthony Davis è il giocatore più discusso per quanto riguarda il mercato.
Davis è arrivato a Los Angeles quasi 3 anni fa, in uno scambio che ha poi portato Brandon Ingram, Lonzo Ball, Josh Hart, 3 scelte del primo turno del draft e 2 scambi di scelte ai New Orleans Pelicans.
Il suo primo anno a LA è andato alla grande, e l’impatto di AD si è subito sentito. Davis giocò 62 delle 71 partite di regular season e ha avuto un ruolo chiave nella vittoria dell’anello, arrivando anche secondo nella corsa al premio del Defensive Player of the Year.
Dopo quel titolo, i Lakers hanno “premiato” Davis con un’estensione contrattuale da 190 milioni di dollari in 5 anni, ma da allora il ventinovenne ha saltato la metà delle partite di regular-season della franchigia, a causa di vari infortuni.
Ma al momento dice che non si preoccupa di ipotetici scambi che lo vedono coinvolto.
“Non posso controllare quelle cose” ha detto il diretto interessato a ESPN, dopo l’ultima sconfitta dei Lakers contro i Phoenix Suns, che ha rappresentato l’eliminazione della franchigia dal torneo play-in. “È una cosa che riguarda i piani alti. Una cosa di Klutch, Rich Paul. La mia agenzia. Il mio lavoro è scendere in campo e giocare a basket. Ovviamente amo Los Angeles. Se è qualcosa che stanno considerando, allora ne parleremo. Ma non so quale sia il piano”.
Per essere più chiari, Davis non ha nessun indizio che i Lakers lo scambieranno ma, in quanto veterano con 10 anni di esperienza NBA alle spalle, è più che consapevole di come funziona la lega.
“Voglio dire, non credo che abbiano intenzione di fare qualcosa del genere“ ha detto. “Non lo so, amico. Non lo so”.
Davis è però anche consapevole che la sua storia con gli infortuni è l’unico grande problema di una carriera professionale altrimenti perfetta.
“Il mio lavoro è stare sul parquet e giocare” ha detto Davis. “Quando sono sano, sono un gran figlio di pu**ana. Ma purtroppo ci sono stati due infortuni che non ho potuto controllare quest’anno. L’anno prossimo tornerò a giocare e vedremo cosa succede”.
Davis ha infatti saltato ben 17 partite consecutive da fine dicembre a fine gennaio, dopo aver subito una distorsione del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. A metà febbraio ha poi subito un infortunio al piede, che gli ha fatto perdere altre 18 partite consecutive. Ma questi infortuni, ha detto lo stesso Davis, non lo rendono più fragile. Entrambi sono infatti derivati da circostanze sfortunate, che sarebbero state fatali per qualsiasi altro giocatore.
“Quest’anno non ho avuto nessun infortunio che dipendesse da me” ha detto. “Non erano situazioni in cui si poteva dire ‘Accidenti, è colpa di AD’. Non posso controllare queste cose“.
E quando gli è stato chiesto se l’offseason prolungata gli permetterà di rivalutare i suoi metodi di allenamento, nella speranza di rimanere più sano in futuro, Davis ha respinto la domanda.
“No” ha detto. “A essere onesto, i miei metodi di allenamento sono di alto livello. Non è che sono fuori forma e che ho fatto qualche pazzia o roba del genere”.
Davis crede quindi che il suo approccio all’allenamento lo abbia solo aiutato, non danneggiato.
“La cosa buona è che i medici mi hanno detto che sono fortunato, e la gente non lo sa. Il nostro medico della squadra ha detto che se non avessi fatto il lavoro che dovevo fare quest’estate, sarebbe potuta andare peggio” ha detto Davis. “Avrei potuto incasinarmi il piede molto di più. O avrei potuto strapparmi un po’ di roba nel ginocchio. Quindi è positivo per me sapere che ho lavorato molto quest’estate, evitando che accadessero infortuni catastrofici al mio corpo. Quindi la gente può dire quello che vuole, ma io so cosa faccio ogni estate per prepararmi ad affrontare una stagione di 82 partite”.
