In campo, senza Anthony Davis e LeBron James, occorre ai Los Angeles Lakers un layup a 7 secondi dal termine di Kyle Kuzma per battere gli Houston Rockets per 124-122, ma prima della partita per LA arriva almeno il momento di festeggiare finalmente il titolo NBA 2020 con i tifosi allo Staples Center.
I Lakers avevano annunciato a inizio stagione che avrebbero atteso di ritrovare almeno in parte il pubblico allo Staples prima di tenere la cerimonia di affissione del banner celebrativo del titolo 2020. E così è stato, con poco meno di 4mila spettatori sulle tribune.
LeBron James non ha giocato contro i Rockets. Avrebbe dovuto rientrare ma la caviglia infortunata una secondo volta due settimane fa non glielo consente ancora nonostante gli annunci dei giorni scorsi, LeBron si è accontentato di fare da oratore durante la cerimonia: “Vi avevamo detto che non l’avremo fatta finché non avremo avuto almeno un po’ di voi seduti qui. Vi volevamo qui con noi, e con voi la strada per il secondo titolo di fila parte la prossima settimana“.
E la strada per il secondo titolo NBA consecutivo per i Lakers sarà da subito in forte salita. La vittoria risicata contro i modesti Rockets ha tenuto vive le speranze di evitare i play-in ma la vittoria dei Portland Trail Blazers a Utah le ha ridotte: per arrivare sesti nella Western Conference occorrerà a questo punto un mezzo suicidio sportivo di Portland o Dallas, con 2 partite ancora da giocare per ciascuna. E i Lakers dovranno tassativamente vincere le loro restanti due.
Se play-in saranno, gli avversari dei Lakers potrebbero essere i Golden State Warriors di Stephen Curry, pericolo pubblico numero 1 per ogni difesa NBA. Golden State ha al momento solo mezza partita di vantaggio sui Memphis Grizzlies, il record tra le due in stagione è di 1-1 e l’ultima giornata di regular season proporrà uno scontro diretto tra le due (Memphis ha una partita in più ancora da giocare).
Gli ostacoli per i Los Angeles Lakers sono però soprattutto interni. Eccezion fatta che per un breve rientro durato due sole partite, LeBron James non gioca dallo scorso 23 marzo, nettamente lo stop più lungo in carriera per infortunio. Anthony Davis ha gettato il cuore oltre l’ostacolo nelle ultime partite, lottando contro un problema alla schiena e un fastidio muscolare all’inguine che lo ha tenuto fuori contro Houston, le sue condizioni fisiche sono al momento lontane dall’ideale.
Dennis Schroder è ancora fuori a causa del protocollo NBA anti-Covid. Non è noto se il giocatore tedesco abbia contratto il virus, ma in tal caso se così fosse, l’esperienza di questa stagione in piena pandemia ha insegnato che agli atleti occorre del tempo per recuperare la piena forma fisica una volta superata la malattia.
Tempo che i Los Angeles Lakers non hanno. I play-in potrebbero essere il peggior modo per iniziare la corsa verso il back to back, con una sfida dentro-fuori al meglio delle due gare massimo, contro avversarie si inferiori, ma in una forma fisica migliore.
Quanto tempo occorrerà a LeBron James per tornare a regime? E a Schroder per rimettere piede in campo? Contro Knicks e Rockets si è visto il miglior Andre Drummond versione Lakers, di recente anche Wesley Matthews è tornato a dare un suo contributo e LA ha una squadra abbastanza profonda per provare a resistere a un impatto brutale contro la post-season.
Se playoffs saranno, per i Lakers la prova più dura sarà probabilmente “uscire vivi” dalla serie di primo turno (Jazz o Suns li attendono). A quel punto, dei Los Angeles Lakers in crescita e con lo scalpo della testa di serie numero 1 o 2 in mano tornerebbero a fare paura a chiunque.

