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I Lakers dominano gara 1, LeBron James “infastidito” per il mancato MVP

di Michele Gibin

Non serve ai Los Angeles Lakers il miglior LeBron James per avere la meglio dei Denver Nuggets in gara 1 delle finali della Western Conference, con Nikola Jokic e compagni reduci da una battaglia di 7 partite contro i Clippers.

La resistenza dei Nuggets dura solo un quarto, gara 1 termina 126-114 per il Lakers con un Anthony Davis da 37 punti e 10 rimbalzi, con 15 tiri liberi guadagnati, James chiude con 15 punti e 12 assist, e soli 12 tiri. Gli uomini di coach Frank Vogel viaggiano sul velluto in attacco, dalla panchina buone le prove di Kyle Kuzma, Rajon Rondo (7 punti e 9 assist) e soprattutto di Dwight Howard, che dopo aver guardato l’intera serie contro i Rockets, in soli 16 minuti di gara 1 segna 13 punti e cambia la partita difensivamente.

LA si scava il vantaggio decisivo già nel secondo quarto (34-21) e prosegue nel terzo, i Lakers chiudono la loro gara con ben 33 assist di squadra a fronte di sole 11 palle perse, il 53% al tiro e 37 tiri liberi.

Un esordio dunque semplice per i Lakers, che hanno inaugurato al meglio il ritorno alle finali di conference dopo ben 10 anni.

LeBron James sul premio di MVP: “Non capisco i criteri”

Chi alle conference finals mancava da un solo anno era invece LeBron James, che nella giornata di venerdì è stato nominato secondo nella corsa al premio di MVP della stagione NBA 2019\20 dietro a Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks. Antetokounmpo ha lasciato solo le briciole nelle votazioni finali agli avversari (LeBron, Harden, Luka Doncic), tuttavia la magra figura rimediata dai Bucks ai playoffs (che nulla contano per l’assegnazione di un premio che riguarda la regular season), ha lasciato più di una perplessità.

Lo stesso LeBron James, stuzzicato nel post partita di gara 1, ha voluto dire la sua. “Se devo essere sincero mi ha dato un poco fastidio, perché su 101 voti per il primo posto ne ho presi solo 16. Questo si. Chi ha vinto si merita il premio, intendiamoci, ma questa cosa mi ha toccato un po’. E si che di secondi posti, sia in campionato che nella classifica dell’MVP, ne ho avuti in carriera“.

James era finito secondo già nel 2018 dietro a James Harden, e ancora nel 2014 (Kevin Durant) e nel 2005 (Steve Nash).

Il criterio con cui questo premio si assegna è cambiato così tante volte da quando gioco nella NBA, a volte è il miglior giocatore della miglior squadra, a volte è quello coi numeri più importanti. Non saprei. Quello che so è che Giannis ha giocato una grandissima stagione, quello si“, prosegue LeBronPer esempio, un anno avevo avuto l’occasione di vincere sia MVP che Difensore dell’Anno, ma lo vinse Marc (Gasol, ndr) che però fu inserito nel secondo quintetto difensivo. Non ha molto senso, è come essere sia MVP che secondo quintetto All-NBA“.

In ogni caso non importa, siamo 1-0 nelle finali di conference, e va tutto benissimo, stanotte mi farò un bicchiere di vino e dormirò alla grande. Certo, resta che i criteri di votazione sono un poco strani, almeno per me“.

Coach Frank Vogel che per tutta la stagione ha fatto “campagna” per vedere LeBron James MVP, ha le idee chiare: “Sapete tutti cosa ne penso, lui è l’MVP quest’anno. Massimo rispetto per Antetokounmpo, una grande stagione. Ma se parliamo di impatto sulla sua squadra, LeBron è impareggiabile“.

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