Quello del futuro di Russell Westbrook, tanto sul mercato quanto sul parquet, è ormai da mesi un tema caldo che circonda i Los Angeles Lakers: intanto, lui è partito in quintetto alla prima stagionale contro i Golden State Warriors. La gara non ha sorriso ai suoi, ma la strada è ancora lunga 81 partite.
Così, nella sconfitta maturata sul 109-123, lui è tornato tra i titolari dopo l’ultima uscita di preseason, che lo aveva visto partire dalla panchina. Durante la quale, peraltro, lui si era anche procurato un infortunio.
“Io ho sempre fatto la stessa cosa per 14 anni.” ha raccontato quanto interrogato riguardo quanto successo nell’ultima partita prima di stanotte “Onestamente non sapevo nemmeno bene come riscaldarmi. Stavo cercando di capire come rimanere caldo e sciolto. Io gioco in maniera veloce, con molti stop e ripartenze. E semplicemente quando sono entrato ho sentito qualcosa. Non sapevo bene cosa fosse ma non volevo rischiare per una gara di preseason. In ogni caso, non ero caldo, perché era un qualcosa a cui non sono abituato, non ero abbastanza caldo.”
Insomma, parole che sottolineano neanche troppo velatamente il malcontento e la riluttanza da parte dell’ex Washington Wizards nei confronti del ruolo di sesto uomo. Come detto, comunque, contro gli Warriors è partito titolare e ha chiuso la gara con 31 minuti giocati, riempiti da 19 punti, 11 rimbalzi e 3 assist, per un plus/minus di -6, e segnando 7 dei 12 tiri dal campo tentati.
Non una prova così negativa, tutto sommato, anche guardando a quel -6, considerando che i suoi hanno concluso con uno svantaggio di 14 punti. Esordire contro la squadra campione in carica, durante la notte di consegna degli anelli, in ogni caso, non è mai semplice.
Ora i Lakers dovranno trovare una quadra quanto prima, e intanto il quintetto è stato completato dai nuovi arrivati Patrick Beverley e Lonnie Walker IV, al fianco del già citato Westbrook, di LeBron James e di Anthony Davis, ovviamente.

