Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersFinalmente i Lakers, che sia l’inizio della svolta? (Con LeBron da centro)

Finalmente i Lakers, che sia l’inizio della svolta? (Con LeBron da centro)

di Giacomo Brogi
lebron

Li abbiamo aspettati per molto tempo, ma alla fine stanotte abbiamo potuto ammirare i nuovi Los Angeles Lakers in tutta la loro bellezza. Certo, gli avversari erano i giovani Houston Rockets in pieno rebuild e ultimi nella Western Conference e la vittoria è stata più sudata del previsto per i gialloviola, ma tuttavia non possiamo non ignorare degli incoraggianti segnali arrivati dopo il match di questa notte. Il risultato finale è stato 132-123 per i Lakers, al termine di un incontro giocato quasi sempre punto a punto e con continui capovolgimenti di fronte. 

Analizzando l’andamento della partita, è d’obbligo partire dalla prestazione del signore in foto.  Alla vigilia del suo trentasettesimo compleanno, LeBron James ha deciso di tornare ad incantare e a regalarci giocate che forse non pensavamo neanche fosse in grado di produrre. Impiegato da David Fizdale come falso numero 5, il re tuttavia si è detto contento e soddisfatto della nuovo ruolo da ricoprire. Infatti i Lakers, con Anthony Davis fuori per infortunio per diverse settimane, un Dwight Howard appena uscito dai protocolli Covid e quindi non in forma e un DeAndre Jordan che ha tutto fuorché incantato fino a questo momento, non disponevano di un vero pivot a roster. E dunque si è tentato l’azzardata ma anche unica mossa possibile: inserire LeBron nel ruolo. Già poco prima del Thanksgiving, nella partita giocata contro gli Indiana Pacers, il numero 6 aveva dimostrato di saperci ancora fare, pur giocando anche in quel caso da 5, una posizione non proprio congeniale alle sue caratteristiche. E anche questa notte il risultato è stato davvero eccezionale. Ma a sorprendere non sono secondo me solamente le statistiche, che certo non vanno ignorate ma prese un po’ con una pinza, quanto una solidità al limite dell’umano su entrambi i fronti di gioco e la capacità anche a 37 anni di adattarsi a qualsiasi situazione possibile immaginabile. 

“Nel corso della mia carriera ho potuto giocare o perlomeno conoscere tutte e 5 le posizioni, questo mi rende orgoglioso” dichiara LeBron “Stasera mi hanno chiesto di giocare da centro e ho cercato di adattarmi al ruolo.”  

Con questa incredibile tripla doppia, LeBron è diventato il primo giocatore NBA con più di 35 anni a segnare più di 30 punti in 5 partite consecutive, superando gente come Micheal Jordan, Karl Malone e Elgin Baylor, tutti fermi a 4.

E, come notiamo dal tweet, chi di triple doppie se ne intende è anche Russell Westbrook, che stanotte è tornato ai suoi livelli, mettendo a tacere le tante critiche che gli sono state rivolte in queste settimane. The Brodie è tornato a Houston da ex della partita (insieme a Carmelo Anthony e Dwight Howard), avendo trascorso in Texas una delle sue stagioni più infelici, frutto di un ricongiungimento mai effettivamente avvenuto con James Harden. Stanotte, come LeBron, anche lui è arrivato in tripla doppia, mettendo a referto 24 punti, 12 rimbalzi e 10 assist e mostrando notevoli miglioramenti anche al tiro (10 su 17 in totale e 2 su 2 dall’arco, pur finendo di nuovo su Shaqtin’ A Fool per un’indecente sassata sul tabellone, ormai tipica del suo repertorio)

“Nel nostro lavoro è bello anche solo potersi allenare e testare il campo. Per molto tempo non siamo stati in grado di farlo, ma stasera tutto ciò è stato ripagato grazie al nostro gioco” dichiara Russ, visibilmente soddisfatto della sua prestazione. 

L’efficacia della small-ball nel gioco dei Lakers

Magari potrebbe essere proprio l’utilizzo di un quintetto small-ball la reale soluzione ai problemi di questi Lakers? David Fizdale, assitant-coach della squadra ma che siede ancora in panchina al posto di Frank Vogel, ancora alle prese con la grana dei protocolli Covid, valuta questa opzione e dichiara che ne discuterà quando tutto lo staff tornerà al completo. Tra l’altro questa notte, nei momenti in cui LeBron era seduto in panchina, è stato impiegato da 5 anche Carmelo Anthony, autore anch’essi di un’enorme prestazione fatta di 24 punti, 9 rimbalzi, 2 stoppate ed un +17 di plus/minus in uscita dalla panchina. “Ormai il gioco si sta piano piano evolvendo, con 5 giocatori che giocano sul perimetro. Devi adattarti e rimanere sveglio per non restare indietro” . Queste le parole del veterano in un’intervista post-partita. Ma se tutta la squadra pare trovarsi molto meglio con questo stile di gioco, cosa ci fanno a fare Dwight Howard e DeAndre Jordan in un simile sistema? Entrambi hanno deluso non poco fino ad adesso, ma tuttavia il loro contratto è garantito fino a fine stagione. Tuttavia, con loro in campo, i Lakers hanno tutt’altro che entusiasmato. Ma come fare per sbarazzarsene? Onestamente è molto difficile, considerando l’età e l’efficienza dei due, ma la dirigenza dovrà perlomeno porsi il problema.

Fizdale: “Incredibile quello che sta facendo LeBron”

Passano gli anni, ma a Los Angeles l’idolo assoluto rimane sempre quel ragazzino di Akron, che, da quando è arrivato nella città degli angeli ormai 3 anni e mezzo fa, ha preso in mano le redini di una squadra a terra dopo il ritiro di Kobe Bryant, e in cerca di una nuova star. E, dopo una prestazione come quella stanotte, la fiducia non può che rinnovarsi. Sempre David Fizdale, in un’intervista post-partita, ha speso parole molto benevole verso il re: “Quando siamo rientrati negli spogliatoi ho chiesto ai ragazzi se si sono resi conti di cosa abbia fatto LeBron. Ha giocato per 4 quarti da centro, in una posizione che non predilige, e lo ha fatto dominando il gioco e il ruolo che ricopriva anche quando giocava da point guard o da ala piccola. Non ho parole , quest’uomo è davvero incredibile! Siamo davvero fortunati a poterlo guardare ogni giorno mentre gioca, quello che fa è semplicemente bellissimo”.

Parole che tuttavia confermano la completa dipendenza della squadra da un giocatore di 37 anni e che per far vincere il suo team (che tra l’altro stanotte aveva come avversaria una squadra tutt’altro che insidiosa) deve giocare circa 40 minuti a partita. Questo problema va assolutamente risolto al più presto, se i Lakers vogliono poter competere anche ai playoffs.  Ma intanto godiamoci lo spettacolo di un uomo che, anche a quell’età, dimostra ogni giorno che passa tutta la sua potenza e il suo immenso talento. In attesa di vedere già da domani se la trasferta a Houston è stata davvero la partita della svolta nella travagliata stagione dei gialloviola. Perché LeBron e compagni andranno a fare visita agli insidiosissimi Memphis Grizzlies di Ja Morant, che già hanno dimostrato di poter fare molto male a quasi tutte le grandi e che hanno già battuto i Lakers al FedEx Forum in questa stagione, in una partita già ricca di polemiche per le discutibili parole a fine partita di Anthony Davis. Dunque si prospetta un back-to-back tutt’altro che scontato, il quale si aggiunge al difficile calendario che attende i gialloviola da qui fino al termine della regular-season. Ma è proprio dalle partite difficili che si vede la vera forza di una squadra.

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