I Dallas Maverics proseguono la risalita nella classifica della Western Conference. Dopo la chiusura del mese di gennaio con sei sconfitte consecutive, portano il loro record allo 0.500 di win rate. La vittoria contro i Boston Celtics è la sesta nelle ultime sette uscite. In questo frangente, Luka Doncic e compagni hanno visto il posticipo di due gare a causa dell’emergenza causata dal grave maltempo in Texas. Ora, la squadra di Rick Carlisle è in piena corsa per un posto alla post-season, con il nono posto appena raggiunto. La gara è stata in completo equilibrio per gran parte del suo corso. I Boston Celtics ricorrono all’orgoglio per porre fine ad un momento di estrema difficoltà, certificato dal record negativo e 7 sconfitte nelle ultime 10 partite.
Con 7 minuti e 30 secondi alla fine, regna l’equilibro sul punteggio di 87-87. Fino a quel momento, sono susseguiti 23 cambi alla guida e 6 situazioni di pareggio. I momenti conclusivi si compongono di parziali da entrambe le parti, per ricondurre ad un finale imprevedibile. Il 14-2 dei Dallas Mavericks porta al primo vantaggio in doppia cifra della gara. A questo segue mancanza di ordine nella gestione delle operazioni, ed il ritorno dei Boston Celtics, guidati dai suoi due neo All-Star. In tre minuti di emorragia offensiva, la squadra di Brad Stevens piazza la risposta di 3-16. Un floater dal centro dell’area di Jaylen Brown regala il vantaggio sul 104-105 con 37 secondi rimanenti.
Il meglio di Luka Doncic
Così prende forma la manifestazione del formato MVP di Luka Doncic. Prima, dopo numerosi cambi di direzione, disorienta il malcapitato Daniel Thies e segna la tripla del primo vantaggio. Il gioco disegnato dai Boston Celtics è per Jaylen Brown che si dimostra ancora efficace in penetrazione. Il suo lay-up pareggia la gara con 9 secondi da giocare. Non c’è time-out per i Dallas Mavericks. Luka Doncic riceve palla dalla rimessa, uno sguardo al cronometro e si dirige nella metà campo. Ottiene un blocco alto per evitare la marcatura di Jaylen Brown e cerca la sua zona di campo preferita, dove nei passati playoffs siglò la vittoria contro i Los Angeles Clippers in gara 4. I Boston Celtics provano a contestare il tiro con due giocatori occorsi sul posto. La realizzazione è simile, il risultato lo stesso. Il tocco della retina all’unisono con il suono della sirena.
“A volte li sbagli, come capitato nella gara contro Portland (sconfitta per 118-121 il 14 febbraio, ndr), altre volte li segni. Mi sentivo bene nella costruzione del tiro e nella conclusione uscendo dalle mani.” Queste le parole di Luka Doncic, riportate da ESPN, al termine della gara. Le sue medie nel break vincente dei Dallas Mavericks sono le più alte nella lega, con 34 punti, 8.6 assist, 8.1 rimbalzi ed il 52% dal campo. Il numero di palloni persi rimane elevato, ben 4.9, ma è necessario un bilanciamento con il numero di possessi nelle sue mani. Ed una considerazione sul volume di attenzioni che vede riservatosi dalle difese avversarie. Da poco ufficializzata la sua presenza come starter il 7 marzo ad Atlanta per l’All-Star Game, il livello di gioco espresso nel finale oltrepassa questa concezione.
Le rotazioni dei Dallas Mavericks promuovono la panchina
I due dati che possono aver in parte determinato l’esito della gara sono il tiro da tre punti e le palle perse. Per quanto il numero di realizzazioni sia simile (12 per i Celtics, 13 per i Mavericks), la percentuale si discosta di ben 9 punti. I padroni di casa sfiorano il 40%. Mentre il numero di punti prodotti dai palloni persi è doppio in favore dei Dallas Mavericks, che ne raccolgono 18. Con l’assenza di Kristaps Porzingis, nei cui confronti sono circolati rumors di mercato, James Johnson viene promosso nel quintetto iniziale. Tale scelta viene premiata, perché permette l’ingresso dalla panchina di Jalen Brunson e Tim Hardaway Jr. Si tratta di due giocatori di ottima produzione offensiva.
Il primo segna 13 dei suoi 20 punti nell’ultimo quarto, con 5 triple a bersaglio su 7 tentativi. Mentre il figlio d’arte della famiglia Hardaway apporta 14 punti, in lieve calo rispetto alla media di 17 stagionale. Il rendimento dei giocatori non titolari è stato un fattore differenziale. In quanto i Dallas Mavericks hanno favoreggiato di 51 punti per mano dei subentranti. Un dato dominante paragonato ai 19 dei Boston Celtics. Al netto di Luka Doncic, per i Dallas Mavericks è essenziale trovare protagonisti di contorno, che mantengano uno standard di rendimento al proprio livello. Se questa fosse la premessa, attendendo la migliore versione auspicabile di Kristaps Porzingis, i Dallas Mavericks sapranno rappresentare una minaccia. Ora sfideranno in trasferta i Philadelphia 76ers, per dimostrare ancora di avere invertito il trend di marcia.

