Si parla solo di Ben Simmons al Media Day dei Philadelphia 76ers, con coach Doc Rivers, Daryl Morey e Joel Embiid a rispondere alle domande dei giornalisti.
Come ampiamente anticipato, Simmons non si è presentato al training camp dei Sixers, e Morey non ha escluso che la squadra possa prendere provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Le parole dei vertici dei 76ers sono però ancora concilianti verso il giocatore australiano.
“Siamo delusi dal fatto che non sia qui“, ha esordito Morey che ha poi confermato che Simmons e il suo agente, Rich Paul, hanno chiesto una trade “già in occasione del draft combine di Chicago. No, noi non stavamo cercando una trade al momento“. Daryl Morey ha poi prospettato come inevitabile una multa per Simmons se continuerà a non presentarsi a Philadelphia per il training camp: “Il contratto collettivo NBA parla abbastanza chiaro, e dice che cosa succede in occasioni del genere“.
Ben Simmons potrebbe andare incontro a trattenute di stipendio per ogni allenamento e partita saltata, e persino a una sospensione da parte dei Sixers. Morey e Rivers hanno comunque ribadito di sperare in una soluzione “pacifica” mentre la squadra cercherà di trovare una via d’uscita via trade.
Chi ha parlato senza nascondersi della vicenda Simmons, è stato Joel Embiid, la star della squadra. “Cosa direi a Ben se fosse qui? Gli direi, onestamente, che sono abbastanza deluso da lui. Si tratta però di fare un passo in avanti da parte di tutti, da parte mia, sua, di Tobias (Harris, ndr), Shake (Milton, ndr), Matisse (Thybulle, ndr)… tutti si deve essere sul pezzo“.
“Perché sono deluso? Perché abbiamo visto quali risultati arrivano assieme, quante partite si vincono. Non importa se uno segna 40 punti di media o 2 uscendo dalla panchina… tutti vincono. E si, rivogliamo Simmons qui. Lui è una parte importante di quello che abbiamo costruito in questi anni, e spero davvero che possa cambiare idea, amo giocare assieme a lui (…) la squadra è costruita attorno a noi, non mi interessa chi è la star“.
“Le voci di trade? Ci saranno sempre e bisogna imparare a conviverci. Voglio dire, se domani gli Warriors offrissero Curry e Thompson per me, perché i Sixers dovrebbero dire di no? Lo farei persino io…“.
Simmons aveva persino rifiutato nei giorni scorsi di incontrare Embiid, Tobias Harris e Matisse Thybulle, pronti a partite per Los Angeles per tentare una sorta di mediazione: “Ero disposto a farlo, se questo fosse stato utile per provare a vincere, come vogliamo ancora fare. Immagino che sia meglio lasciare che sia sé stesso“.

