Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksI Milwaukee Bucks contro i politici in Wisconsin: “Non stanno facendo nulla”

I Milwaukee Bucks contro i politici in Wisconsin: “Non stanno facendo nulla”

di Michele Gibin
kyle korver

I Milwaukee Bucks promotori della protesta organizzata la settimana scorsa dai giocatori NBA avevano chiesto alla politica locale in Wisconsin un maggior impegno per discutere di una riforma dei dipartimenti di polizia dopo i fatti di Kenosha, con il ferimento del 29enne Jacob Blake ed i due morti durante le proteste per le strade della cittadina.

E pochi giorni dopo, i Bucks non hanno potuto far altro che constatare come la prima seduta straordinaria convocata dal governatore dello stato Tony Evers, democratico, per discutere di nuove misure e regolamenti per la polizia, sia stata archiviata in pochi secondi dall’assemblea a maggioranza repubblicana.

Il pacchetto di misure proposte da Evers avrebbe compreso il divieto per i poliziotti di usare le “chokehold” e le irruzioni senza mandato di perquisizione, creato nuove regole di ingaggio per gli agenti, ed un percorso di addestramento più approfondito sulle tecniche non letali dell’uso della forza, e di “de-escalation”.

Misure non ancora bocciate, e che verranno discusse probabilmente in futuro, ma la condotta dell’assemblea dello stato non è è piaciuta ai giocatori dei Milwaukee Bucks. A parlare, Kyle Korver.

Quello che abbiamo visto lunedì all’assemblea, il fatto che siano solo entrati e usciti, è stato deludente, immagino ci fossero cose importanti di cui parlare, no? Noi, come squadra, stiamo cercando di restare in equilibrio, di non schierarci politicamente con l’una o con l’altra parte. Noi vogliamo stare dalla parte di ciò che è giusto, e chiediamo ai leader politici di fare di più. Davvero ieri non c’era nulla di cui parlare? Contano solo consenso e sondaggi? Non ci sono cose più importanti?“.

Siamo tutti delusi da quanto accaduto ieri. In questi giorni si fa una narrativa che ci vuole vedere schierati. ma noi stiamo solo cercando di fare da tramite con la politica. Siamo in più dentro una serie di playoffs dura e difficile, stiamo cercando di fare entrambe le cose, restare nel mezzo ed assieme alle altre squadre di altri stati agire assieme. Abbiamo bisogno di più leadership nel nostro paese, e che stia dalla parte del popolo. Oggi non l’abbiamo. Come squadra, stiamo cercando di restare neutrali e spero che in Wisconsin la gente se ne stia accorgendo“.

Coach Mike Budenholzer riprende le parole di Korver: “Noi non pensiamo di sapere tutto di politica, quello che sappiamo è che in Wisconsin ci sono parecchie cose di cui discutere, Covid, tensioni sociali… c’è molto da fare e da discutere, c’è bisogno di mostrare leadership… insomma, c’è del lavoro da fare, e non lo si sta facendo“.

Bucks, Vin Baker critica Jared Kushner: “Parole ignoranti sulla protesta dei giocatori NBA”

Dopo il boicottaggio di gara 5 del primo turno di playoffs contro gli Orlando Magic, i giocatori dei Bucks si erano appellati alla politica ed al general attorney del Wisconsin per azioni concrete e rapide dopo i fatti di Kenosha, con un comunicato letto ai cronisti da George Hill e Sterling Brown, e la promessa di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica.

Chi però “tradisce” ai Milwaukee Bucks un messaggio politico più schierato è l’assistente allenatore della squadra Vin Baker, che a Politico ha voluto rispondere alle critiche allo sciopero NBA di Jared Kushner, genero e consigliere personale del presidente USA Donald Trump.

Kushner aveva parlato di “giocatori NBA privilegiati”, con la possibilità (anzi, il “lusso”) di poter scioperare senza timore di ripercussioni economiche.

Sono parole che denotano un certo livello di ignoranza, mancano di sensibilità“, così Baker “Non c’entra nulla il fatto di potere o meno scioperare o prendersi un giorno di pausa, si tratta di prendere posizione contro tutti gli episodi orribili che si susseguono nel nostro paese, e nel caso dei Bucks a casa, in Wisconsin. Tutti dovrebbero indignarsi nel vedere una cosa del genere. La nostra decisione è stata non giocare una partita di basket“.

Nei giorni successivi la protesta dei giocatori NBA, Trump aveva criticato le posizioni troppo “politicizzare” della lega, posizioni non gradite dal pubblico e causa, per il presidente, di un “forte calo di ascolti” TV.

You may also like

Lascia un commento