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NBA, Giannis predica calma dopo la disfatta Bucks in gara 2: “Non ci abbattiamo”

di Michele Gibin
milwaukee bucks

Non ero esaltato contro Miami, non sono abbattuto oggi“, Giannis Antetokounmpo prova a mantenere il suo aplomb dopo la ripassata subita dai suoi Milwaukee Bucks in gara 2 delle semifinali di conference contro dei fantastici Brooklyn Nets.

I Bucks sono stati travolti in gara 2 da una pioggia di triple, cui non hanno saputo trovare rimedio difensivo, e giocato una partita francamente scoraggiante, per chi crede ancora che tra Milwaukee e Brooklyn possa essere serie lunga. 125-86 il risultato finale e partita in decisa salita sin dai primi possessi, i Nets sono sempre stati davanti nel punteggio e hanno finito per straripare.

I Bucks tornano a casa sotto per 0-2. Passivo che probabilmente avevano messo in preventivo, ma le cui dimensioni sono enormi. “Dopo aver battuto Miami 4-0 non mi ero esaltato più di tanto, non mi abbatterò ora che siamo in svantaggio per 0-2. Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto, giocare, fidarmi del compagno e credere in questa squadra e nelle abitudini che abbiamo costruito per tutto l’anno“.

C’è da sperare per i Bucks che l’aria di casa porti maggior fortuna al tiro da tre punti, indispensabile per aggirare una difesa non certo irresistibile come quella di Brooklyn, e che in gara 1 e 2 gara non si è presentato. 8 su 27 in gara 2, partita in cui solo Antetokounmpo ha tentato dei tiri liberi.

Brooklyn ha seguito Kevin Durant, spettacolare in attacco e attivo in difesa in 32 minuti di gioco, e corso con la corrente della partita. Mai in lunetta (6 su 7 totale), i Nets hanno trovato tutti i tiri che volevano da dietro l’arco (21 su 42) e dalla media distanza con KD e Kyrie Irving a coinvolgere Brook Lopez nei pick and roll, per poi infilarlo con regolarità.

Anche senza James Harden e Jeff Green, dei Nets abituati alle assenze e pescare a piene mani dalla panchina hanno trovato le buone prove di Bruce Brown, Mike James e di un Blake Griffin ancora convincente. Al contrario, qualsiasi soluzione Milwaukee abbia tentato, non ha funzionato.

Senza Donte DiVincenzo (out per la stagione) coach Mike Budenholzer parte ancora con PJ Tucker in quintetto base e con Pat Connaughton e Bryn Forbes in rotazione. In difesa i Bucks si trincerano dietro a una difesa a zona 2-3 particolarmente statica, bucata sistematicamente da Irving e Brown, e in attacco non fanno mai canestro. Il divario del primo quarto diventa presto un canyon.

Ci sono determinate zone di campo che vogliamo attaccare e determinati giocatori con cui vogliamo farlo“, spiega Budenholzer “Non abbiamo giocato abbastanza bene per farlo, dall’inizio alla fine. Loro stanno giocando bene, muovono il pallone, Durant e Irving coinvolgono i compagni e traggono vantaggio da tutte le opportunità“.

Milwaukee Bucks: cosa non ha funzionato in gara 2?

Nelle prime due partite i Bucks hanno tirato da tre con il 28%, e persino con il 53% ai tiri liberi, dove Antetokoumpo pare essersi inceppato di nuovo. In gara 2 hanno persino concesso ai Nets 9 rimbalzi offensivi, e per di più che hanno portato a canestri diretti con Bruce Brown e Nicolas Claxton, Blake Griffin ha chiuso con due schiacciate che non si vedevano dai tempi del Los Angeles Clippers, nel nulla della difesa dei Bucks.

Brook Lopez, efficace in gara 1, è apparso un pesce fuor d’acqua in difesa in gara 2, Khris Middleton ha scelto il momento peggiore per lo shooting slump più grave della sua stagione, e Durant ha sfruttato a pieno la differenza di cm contro PJ Tucker dopo una gara 1 con qualche errore di troppo (per i suoi standard) al tiro. KD ha segnato 4 delle 6 triple tentate, spesso da posizione frontale contro la zona dei Bucks, l’unico difensore di Milwaukee in grado di farlo lavorare di più in attacco è stato Antetokounmpo, marcatura diretta però cui Budenholzer sembra restio ad affidarsi, per evitare i problemi di falli per il 2 volte MVP.

Dobbiamo restare positivi nonostante tutto, sappiamo di essere molto migliori di così e non dobbiamo deprimerci. Quando abbiamo visto che le cose non andavano abbiamo cercato di risolverla ognuno per contro suo, siamo diventati un po’ egoisti e trovato solo tiri contestati“, così Jrue Holiday. “Ho sbagliato dei tiri che di solito entrano e forzato qualcosa, per me si tratta solo di trovare maggiore ritmo e di selezionare bene i tiri“, spiega Khris Middleton.

 
 
 
 
 
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