Alcuni giocatori che hanno preso parte all’All-Star Game 2024 di Indianapolis hanno ammesso candidamente che le due squadre si siano messe d’accordo “a un certo punto” per siglare la trafila di record di punti che si è poi vista in campo.
Come riportato da Sam Amick per The Athletic, Jalen Brunson ha raccontato come almeno i giocatori della Eastern Conference “abbiano parlato” di riuscire a superare la quota ridicolo-simbolica di 200 punti, dopo un primo tempo finito sul 104-89. “Nessuno ci era mai riuscito prima ed era un nostro obiettivo. E sono contento che ci siamo riusciti. Lo abbiamo deciso con una discussione tra noi, visto come era andato il primo tempo. Ci siamo detti, OK facciamolo. E’ stata una cosa generale e per me è OK così, sono stato contento di averne fatto parte e penso sia stata un’esperienza memorabile. Ogni volta che si presenta un’occasione ritengo che si debba coglierla, e io ho fatto il mio“.
La Eastern Conference ha finito per segnare 211 punti con 42 su 97 da tre, la “partita” è finita con 4 falli di squadra complessivi ed è stata una processione da un canestro all’altro e una gara a chi riusciva a segnare da più lontano.
Le parole di Brunson, a leggerle anche nel loro candore, non possono non suonare come una provocazione consapevole dei giocatori verso chi gli chiedeva di fare almeno finta di impegnarsi. E nei mesi sono stati diversi gli appelli anche di ex grandi, i richiami di Adam Silver, troppi e troppo sonori per non pensare a una “premeditazione” del cartello dei giocatori.
Giocatori che, sempre come riportato da The Athletic, come moneta di scambio per garantire una soglia minima di impegno all’All-Star Game, avrebbero chiesto in sede di negoziati per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, di essere pagati un extra per la loro partecipazione all’All-Star Weekend. Un compenso o premio sul modello di quello previsto per l’in-season tournament che tanto è piaciuto al suo esordio, e che è fruttato 500mila dollari cadauno ai giocatori della squadra vincente.
E c’è di più. Lo spettacolo indecoroso visto domenica (ma anche venerdì e anche sabato, con pochissime eccezioni) sarebbe stato “una scelta precisa dei giocatori” in risposta al no ricevuto alla richiesta di un premio in denaro per l’All-Star Weekend. Quando si parla di era del “player empowerment“, ecco, è difficile immaginarsi una rappresentazione più plastica di questa.

