Il competition committee della NBA ha approvato la proposta di modifica del regolamento, che dalla prossima stagione in avanti conterà i tiri tentati allo scadere dei quarti di gioco tentati da metà campo e oltre come soli tentativi di squadra, e non come tentativi di tiro personali in partita.
Una riforma al regolamento che servirà a incentivare i giocatori a tentare tiri anche da lontanissimo allo scadere dei quarti, per ovviare alla tendenza degli atleti a non provarci – di fatto – per non rovinare le proprie statistiche individuali con dei tiri a bassa percentuale. Più precisamente, “ogni tiro preso entro gli ultimi 3 secondi di ogni quarto nei primi tre quarti di gioco, effettuato da almeno 11 metri (36 piedi, ndr) e in ogni azione che sia partita dalla metà campo opposta, conterà solo come un tentativo di squadra“.
Le modifiche al coaching challenge, e alla NBA Cup (ma solo dal 2026-27)
Non si tratta dell’unico correttivo regolamentare e di format per la NBA. La lega ha infatti comunicato che dalla stagione 2026-27 le semifinali della NBA Emirates Cup non si giocheranno più a Las Vegas col formato Final Four ma in casa della squadra più avanti in classifica tra le due semifinaliste a Est e Ovest al momento. La finale della coppa si giocherà sempre in campo neutro e come già oggi non conterà all’interno delle 82 partite canoniche.
Una piccola modifica anche alle modalità del coaching challenge e dell’uso dell’instant replay. Dalla prossima stagione infatti, in sede di revisione di situazione di ultimo tocco su un pallone terminato fuori, sarà il Replay Center della NBA e non più gli arbitri a determinare se nella giocata in esame ci siano stati o meno dei falli di gioco. Un correttivo che dovrebbe – ci si augura – velocizzare le spesso lentissime operazioni di revisione di una giocata al termine delle partite.

