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NBA, George Hill contro le nuove misure anti Covid: “Irricevibili, se situazione grave perché giocare?”

di Michele Gibin

La NBA in accordo con il sindacato dei giocatori ha deciso di inasprire il protocollo anti Covid, rafforzando l’uso di mascherine e distanziamento sociale e soprattutto chiedendo ai giocatori – di fatto – di restare il più possibile a casa e isolati dal resto per attività non fondamentali e non inerenti al basket.

Misure su cui si è espresso George Hill, super veterano NBA degli Oklahoma City Thunder e giocatore storicamente tra i più attivi dal punto di vista sindacale. Per George Hill la richiesta fatta ai giocatori di vivere reclusi per evitare il più possibile occasioni di contagio è irricevibile: “Possiamo sudare e correre in campo assieme ad altre persone per 48 minuti, ma non possiamo parlarci dopo? Noi vogliamo giocare ma alcune regole non le capisco. Non hanno senso. Io sono un uomo adulto e faccio ciò che ritengo opportuno, non esiste non possa vedere la mia famiglia, non possono dirmi che me ne devo stare chiuso 24 ore al giorno in una stanza. Se la situazione è davvero così seria, allora perché ci stanno facendo giocare? Nessuno può cancellare il resto della sua vita solo per andare avanti e giocare a basket“.

Con le nuove misure, la NBA ha richiesto ai giocatori di usare sempre le mascherine, anche quando sono seduti in panchina durante le partite e anche se attivi, così come negli spogliatoi. Proibiti anche i contatti “eccessivi” tra giocatori come abbracci e strette di mano, e le interazioni pre o post partita con i giocatori avversari. Le riunioni tecniche delle squadre verranno effettuate in ambienti più larghi rispetto agli spogliatoi, dove non sarà possibile sostare per più di 10 minuti. In trasferta, a giocatori e staff non sarà permesso lasciare la propria stanza d’hotel se non per motivi di emegenza, ed è vietato avere ospiti, anche tra compagni di squadra nella propria stanza. Ai giocatori verrà inoltre richiesto di viaggiare “a coppie” in aereo e seduti in panchina, in modo che un giocatore abbia sempre seduto accanto lo stesso compagno di squadra.

Sono già 5 le partite NBA rinviate in questo inizio di stagione 2020/21.

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