“Riposate ma non tutti assieme“, la NBA sottoporrà al suo Board of Governors una nuova misura per limitare il load management, e che impedirebbe alle squadre di tenere a riposo nella stessa partita più di una delle (eventuali) star a roster, soprattutto nelle partite trasmesse in diretta TV nazionale.
La lega ha già introdotto col nuovo contratto collettivo di lavoro il limite minimo di 65 partite giocate in una stagione per essere candidato a uno dei premi individuali stagionali e per le nomine All-NBA. La misura, se approvata, sarà un altro passo importante con cui la NBA cercherà di limitare i riposi programmati dei suoi giocatori più rappresentativi, stavolta paventando sanzioni economiche.
Secondo tale nuova misura, le squadre non potrebbero tenere a riposo nella stessa partita dei giocatori che siano stati nominati All-Star o All-NBA in almeno una delle precedenti tre stagioni. Una sorta di definizione da manuale di “star NBA”. Per le squadre che dovessere violare la regola sarebbero previste multe progressive da 100mila dollari a salire (250mila dollari per la seconda infrazione e 1 milione di dollari dalla terza in poi).
La misura verrà votata mercoledì dal Board of Governors della NBA. Se approvata, le squadre dovranno prestare attenzione “a gestire i propri roster assicurandosi che non più di una star sia indisponibile per la stessa partita“, e “che le proprie star siano sempre a disposizione per le partite in diretta TV nazionale e per il torneo di metà stagione“, la NBA Cup. Alle squadre sarà inoltre richiesto di mantenere “un equilibrio tra le partite saltate in casa e in trasferta da un giocatore” in regime di load management, “con preferenza per le partite in trasferta“.
E ancora, alle squadre è sconsigliato ricorrere alla pratica di fermare per precauzione per lunghi periodi un giocatore se non infortunato, o di limitare il suo impiego in campo “al fine di non minare l’integrità del gioco“. Infine, i giocatori tenuti a riposo per una partita dovranno comunque presentarsi in panchina con la squadra.
Accanto al bastone, la NBA avanza anche la proverbiale carota per le squadre, che avranno in base alla nuova misura la possibilità di pianificare con anticipo la gestione dei giocatori in caso di back to back, con particolare attenzione agli atleti over 35 o che abbiano giocato più di 34mila minuti in carriera o più di mille partite tra regular season e playoffs.

