Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsCovid, la NBA prepara i piani per una campagna vaccinale dei giocatori

Covid, la NBA prepara i piani per una campagna vaccinale dei giocatori

di Michele Gibin
NBA

La NBA potrebbe essere tra le prime leghe professionistiche USA ad avere un protocollo per la somministrazione dei vaccini contro il coronavirus Sars-CoV2, quando i diversi prototipi in fase finale di approvazione diventeranno disponibili e immessi sul mercato.

La lega intende dunque anticipare i tempi e preparare i suoi giocatori a una eventuale campagna vaccinale, i cui contorni sono però ancora molto indefiniti. Allo studio ci sono alcune iniziative per sensibilizzare i giocatori, anche quelli più “scettici” nei confronti dei vaccini, sulla loro utilità anche per riportare gradualmente la stagione su binari più vicini alla normalità pre-covid.

Così come nella bolla di Orlando, la NBA dovrà – intende – stare attenta all’opinione pubblica e non dare l’impressione di voler prevaricare fasce di popolazione che negli Stati Uniti saranno tra le prime a ricevere il vaccino, ovvero personale sanitario e persone più fragili e esposte. Il programma educativo della NBA servirà a illustrare agli atleti i possibili effetti collaterali e le diverse tecnologie con cui i diversi modelli di vaccini in arrivo sono stati realizzati.

Tra le preoccupazioni degli addetti ai lavori, riportate da Brian Windhorst di ESPN, ci sarebbero le riserve di alcuni giocatori, e preoccupazioni sull’effetto che una tempistica diversa squadra per squadra o area per area della somministrazione del vaccino possa avere sul competitive balance della NBA. Un altro punto spinoso, e dibattuto in tutto il mondo, è la necessità di vaccinare chi ha contratto e superato in passato l’infezione. Circa 100 giocatori NBA hanno contratto il virus da marzo, un numero che non tiene però conto di eventuali contagi tra i giocatori durante i 4 mesi di chiusura e l’estate, ma solo dei risultati dei test ufficiali.

In attesa del vaccino, la NBA ha annunciato l’intenzione di ricorrere ampiamente all’uso dei test PCR rapidi per testare giocatori e staff quotidianamente, dei test che possono dare risultati entro 30-90 minuti e sono considerati attendibili.

Un altro aspetto su cui la lega potrebbe puntare è quello educativo: una campagna vaccinale che coinvolga atleti noti e personalità riconosciute potrebbe risultare utile per limitare eventuali “sacche di resistenza” tra la società civile al vaccino.

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