La NBA dovrebbe apportare nelle prossime settimane una modifica ai così detti “two-way contracts”, tutti quei contratti che consentono ad un giocatore di militare sia in G-League, che nella massima lega di pallacanestro per un massimo però di 50 partite. Ad oggi, oltre al limite delle gare disputabili, ogni atleta sotto un two-way contract non può inoltre prendere parte alle gare di playoffs della “prima squadra”.
La NBA ha quindi intenzione di rimuovere queste due restrizioni, il tutto per un semplice obiettivo: garantire maggiore flessibilità ad ognuna delle trenta franchigie che, tra contagi da Sars-CoV-2 ed infortuni vari, rischiano come spesso si è visto in questo inizio di stagione di non avere abbastanza giocatori a roster. Al momento tale riforma è ancora in attesa di approvazione, ma come riporta l’insider Shams Charania è presenta un’alta possibilità che ciò vada a buon fine.
Un esempio pratico lo ritroviamo in squadre come i Golden State Warriors ed i Toronto Raptors, i quali hanno rispettivamente a roster un contratto two-way ciascuno, ovvero Juan-Toscano Anderson per i primi e Yuta Watanabe per i canadesi trapiantati per questa stagione a Tampa, in Florida.
La NBA verso una riforma per i contratti two-way, ecco come cambiano i salari
Nel caso la riforma venisse approvata, i giocatori sotto un contratto two-way avrebbero quindi la possibilità di superare il limite solito di 50 gare: il loro salario minimo, che normalmente è pari a poco più di 449mila dollari, subirebbe quindi un cambiamento.
Lo stipendio muterebbe di conseguenza o in un minimo veterano, oppure in un minimo da matricola. Charania ha poi aggiunto che la riforma proposta dalla lega ha ricevuto un incredibile e notevole supporto da tutti i massimi esponenti dei front office NBA, riunitisi recentemente in una videochiamata.
Nonostante una modifica del genere possa sembrare poco importante e fondamentale, in realtà consentirebbe di trovare almeno una soluzione al problema delle rotazioni troppo corte, continuamente soggette al protocollo anti-Covid e causa di svariate partite posticipate.
