La NBA comunica il taglio di circa 100 dipendenti, sopratutto nel settore ticketing, team business e staff per eventi, una mossa che non sarebbe però dovuta alla crisi coronavirus e pausa forzata, quanto a una ristrutturazione aziendale.
L’obiettivo della lega, secondo il suo portavoce Mike Bass, è quello di “ristrutturare certi settori nei nostri uffici, per metterci in linea con i cambiamenti nel nostro campo, soprattutto nel settore del digital media, e per posizionarci al meglio per il futuro“. I tagli saranno effettivi da luglio.
La NBA è intenzionata a riprendere la stagione 2019\20, interrotta lo scorso 12 marzo dopo lo scoppio dell’epidemia da coronavirus anche negli Stati Uniti, dal Walt Disney World Resort di Orlando, Florida, dal prossimo 30 luglio. 22 le squadre che prenderanno parte alla ripresa, la lega ha progettato assieme al parco divertimenti di Disney World una “bolla” isolata dal resto della struttura, in cui squadre e staff soggiorneranno e giocheranno, su 3 e hotel e campi diversi.
Saranno severi e stringenti i protocolli di sicurezza anti-contagio: test tramite tampone ogni 2 giorni, distanziamento sociale, obbligo per gli staff di mascherine e di un particolare anello, un dispositivo digitale che controllerà in tempo reale parametri come temperatura corporea, frequenza cardiaca e funzioni respiratorie.
Prevista nella bolla inoltre sorveglianza video e contact tracing per scongiurare catene di contagio, ed una rigida procedura di quarantena e isolamento per eventuali casi positivi.
NBA, la Florida preoccupa: “Nuovo epicentro del contagio negli USA”
La Florida è diventata in questi giorni un nuovo epicentro dell’epidemia negli Stati Uniti, con oltre 2500 casi covid-positivi al giorno, ed un tasso di crescita della curva di contagio definito “molto preoccupante” dalla comunità scientifica USA. “La Florida potrebbe trasformarsi potenzialmente nel peggior epicentro dell’epidemia, i rischi sono alti“, così alla CNN il Dr. David Rubin, dell’Università della Pennsylvania.
Da 7 giorni, Florida, Alabama, Arizona, California, Nevada, North Carolina, Oklahoma, Oregon, South Carolina e Texas registrano una crescita netta nei contagi giornalieri, dato solo parzialmente spiegato dall’aumento dei test effettuati.

