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Knicks, Thibodeau elogia Mitchell Robinson e pensa a una ricostruzione stile Miami Heat

di Gabriele Bozzetti

Oggi siamo a New York City, la città che non dorme mai dove spesso i sogni diventano incubi: continua infatti la ricostruzione in casa New York Knicks che dura ormai da tempo, ma di cui si accumulano solo macerie anno dopo anno.

La franchigia newyorchese è “in re-building mode” ormai da diversi anni, basti pensare che gli ultimi Knicks decenti sono stati quelli del 99’, i quali riuscirono da ottavi nella Eastern Conference ad approdare alle Finals, poi pesantemente sconfitti dagli Spurs delle “torri gemelle” Duncan e Robinson.

Quest’anno il miracolo è stato affidato a Tom Thibodeau, l’ex coach dei Timberwolves e Bulls ha preso il suo posto come head coach da giugno ed è già al lavoro. Lavoro arduo per lui che si presenta come il settimo coach in 8 stagioni di questi disperati Knicks, che non prendono parte alla post-season proprio da 8 anni. La militanza nella parte bassa della Eastern Conference ha portato la squadra di Manhattan ha diventare lo zimbello della lega, sembra difatti cosi impossibile tornare a vedere i Knicks come una contender.

Thibodeau è già al lavoro con il suo giovane roster, ed è rimasto particolarmente soddisfatto dal centro Mitchell Robinson.

E ‘un atleta incredibile. Ma non vogliamo mettergli un limite. Vogliamo continuare a lavorare su tutti gli aspetti del suo gioco e svilupparci… È un pezzo fondamentale del roster.”

Parole di apprezzamento nonostante un’ultima stagione non brillante da 10 punti, 7 rimbalzi e meno di un assist a partita. La scelta numero 36 del 2018 ha però parecchio margine di miglioramento e con R.J. Barrett è sicuramente uno dei giovani più promettenti del roster, i due ragazzi rappresentano infatti il futuro di New York.

Robinson che non è presente agli allenamenti con la squadra, ma che ha lavorato parecchio in estate attraverso allenamenti individuali.

Thibodeau: per i New York Knicks ricostruzione modello Heat

Arrivano parole di elogio anche per il suo ex allievo ai tempi dei Bulls e successivamente Minnesota, Jimmy Butler.

Sono entusiasta per lui. È una grande storia“, ha detto Thibodeau. “È un ragazzo che è stato chiamato alla 30esima scelta, si è migliorato anno dopo anno e continua a farlo. Gioca in modo molto altruistico. Gioca per vincere. Non si tratta di statistiche. Non ho mai immaginato che fosse così bravo. Ho sempre pensato che sarebbe stato un buon giocatore. Ma si è trasformato in una superstar grazie alla sua intelligenza, talento ed etica del lavoro.”

Il nativo di Houston sta disputando una delle stagioni migliori della sua vita, se non la migliore. Il team dei Miami, anche se ha nel prodotto di Marquette il suo vero diamante e leader, non è costruita su un unico giocatore, ma su molteplici pezzi di un puzzle che sta funzionando alla grande. La franchigia delle Florida ha saputo reagire all’addio di LeBron James nel 2014, sono passati 6 anni, e ora possiamo vedere i risultati di questa ricostruzione che ha trasformato gli Heat da “outsider” a una vera e propria contender.

Tom Thibodeau ha espresso i suoi complimenti per gli Heat confermando di voler attuare in quel di NYC una ricostruzione in stile Heat, che sta portando avanti la sua idea di gioco con coach Spoelstra da ormai 12 stagioni. Ciò che manca finora alla squadra di Manhattan è la continuità, emblematico è sicuramente il cambio di cosi tanti allenatori in pochi anni. Ciò che è certo è che non si può passare da essere una delle squadre più scarse della lega a una delle più forti in poco tempo (piuttosto più facile il contrario, chiedere informazioni ai Cavs post LeBron James).

La lenta ricostruzione dei Knicks

Ci vorrà quindi del tempo, diversi anni, per poter vedere il Madison Square Garden affollato anche dopo aprile e non solo in regular season.

Thibodeau dovrà saper sfruttare i giovani come Barrett e Robinson, ma anche aggiungere qualche giocatore di livello alla squadra. Peccato che come disse Durant oggi le star non sono più affascinate dal luccichio di New York, sarà quindi fondamentale aggiungere asset offensivi e soprattutto difensivi che possano migliorare il roster e cosa non meno importante pescare bene al prossimo draft, di cui i Knicks dispongono l’ottava scelta.

La ricostruzione è quindi in continuo sviluppo in quel di New York, da capire se si riuscirà mai a vedere completo il risultato finale. Intanto si continua lavorare nella città che non dorme mai e come disse la scrittrice Simone De Beauvoir: “C’è qualcosa nell’aria di New York che rende il sonno inutile”, sarà per questo che i tifosi dei New York Knicks di sonni tranquilli ne hanno fatti ben pochi negli ultimi anni.

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