Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Noah Lyles: “Perché chi vince nella NBA è ‘campione del mondo’?”. Le reazioni: “Ma cosa dici…”

Noah Lyles: “Perché chi vince nella NBA è ‘campione del mondo’?”. Le reazioni: “Ma cosa dici…”

di Michele Gibin
noah lyles

Noah Lyles, lo sprinter USA che ai mondiali di atletica di Budapest 2023 ha vinto 3 medaglie d’oro, nei 100 e 200 metri e nella staffetta 4 X 100 maschile, ha innescato senza volerlo una polemica “interdisciplinare” con la NBA e i suoi giocatori, quando in conferenza stampa sabato si è chiesto “perché i giocatori NBA dopo aver vinto il titolo si definiscano ‘campioni del mondo’… sapete cosa mi fa più male? Che devo guardare le NBA Finals e vedere le scritte ‘campioni del mondo’ sulle loro teste. Ma campioni del mondo di cosa? Degli Stati Uniti?“.

Riflessione, come vedremo neppure troppo corretta, di Lyles che ha provocato le risposte via social di alcuni giocatori NBA, tra il divertito e lo stupito. Tra i primi, Kevin Durant sempre attivissimo su X (già Twitter): “Qualcuno aiuti questo fratello“, e il suo compagno di squadra ai Phoenix Suns Devin Booker che ha postato un emoji con l’uomo che si porta una mano alla testa dallo stupore”.

Damian Lillard ha scelto un acronimo, “Tf“, che chi mastica un poco di inglese saprà interpretare, e Aroon Gordon, fresco campione NBA con i Denver Nuggets ha scelto l’ironia: “Ok… e comunque io sui 200 metri me lo mangio, questo qui“. Altri, come Tyus Jones, hanno ricordato che la dicitura “World Champions” attribuita ai giocatori NBA non si adopera più: “No, non è proprio così…“.

Altri ancora, come Tyler Herro e Austin Reaves si sono lanciati in una spiegazione al limite tra la logica e la supponenza: “La NBA è la lega migliore al mondo, per questo chi vince è campione del mondo“. Per Reaves, ancor più cattedratico: “Semplicemente, ci sono i migliori giocatori al mondo, per cui vincere il titolo NBA ti qualifica come campione del mondo“, prima di riprendere Lyles per le parole usate e persino per il tono della voce. Per De’Aaron Fox dei Sacramento Kings, “la cosa divertente è che ha detto ‘la cosa che mi fa più male’… non è così seria la cosa“.

Ora, è vero che fino a una ventina d’anni fa (malcontati) ci si riferiva alle squadre campioni NBA come “campioni del mondo”, dicitura che non è mai stata ufficiale e di cui, in un moto inusuale di modestia, la lega ha disincentivato l’uso per rispetto del movimento della pallacanestro mondiale. Non è però purtroppo infrequente ancora oggi scorgere dei banner recenti nelle arene NBA che parlano di “World Champions”, dicitura che viene usata anche negli anelli celebrativi dei vincitori.

Rispetto che il basket FIBA si è peraltro guadagnato sul campo, infliggendo agli americani sconfitte brucianti da Indianapolis 2002 a Atene 2004 fino a Giappone 2006, tra mondiali e giochi olimpici. Un quadriennio di batoste che fu tragicomicamente rappresententato da coach Mike Krzyzewski, che dopo aver perso in semifinale contro la Grecia, in conferenza stampa dimostrò di non conoscere i nomi dei suoi avversari (che erano gente come Vassilis Spanoulis e Dimitris Diamantidis) usando il loro numero di maglia per farsi capire.

Il problema è che questo titolo ufficioso di “campioni del mondo”, i giocatori NBA se lo sono dato da soli dando per scontato che, siccome la NBA è il campionato di basket di più alto livello al mondo, chi vince può fregiarsi del titolo di campione mondiale per diritto divino, come i monarchi assoluti dell’Europa del Settecento. Non c’è dubbio che la NBA sia il campionato migliore al mondo, ma è un campionato nazionale che al momento ospita una sola squadra “estera” (i Toronto Raptors) e non ha alcun piano di aprire al mondo, anche per ovvi motivi logistici. Nel basket non esiste l’equivalente del mondiale per club di calcio, per cui al netto di appropriazioni de facto di un titolo, non può esistere per definizione una squadra di club di basket che sia campione del mondo.

Lyles è stato uno dei grandi protagonisti dei mondiali IAAF 2023 ed è oggi il miglior sprinter al mondo, ha vinto i 100 metri in 9.83 e i 200 metri in 19.52.

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