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Quando O’Neal tentò di usare Isaiah Rider per creare scompiglio con Bryant

di Francesco Catalano

Recentemente si è aggiunta un’altra storia a raccontare quanto fosse teso e complicato il rapporto tra Shaquille O’Neal e Kobe Bryant ai Los Angeles Lakers; e il protagonista di questo racconto è Isaiah Rider.

Quest’ultimo non è mai stato un giocatore di primo livello e non è mai stato un personaggio dal comportamento integerrimo. Rider approdò a LA durante la stagione 2000/01 provenendo dai Portland Trail Blazers. O meglio, da quelli che erano considerati i Portland “Jail” Blazers. Ossia una squadra di ottimi giocatori, ma uno più scapestrato dell’altro, che sono passati alla storia anche per gli innumerevoli episodi spiacevoli di cui si sono resi protagonista. Di Rider, per esempio, si ricorda la vicenda in cui, dopo aver perso un volo, sputò contro un dipendente urlando imprecazioni e scaraventando in terra un telefono.

Ebbene, l’indole di Rider non era certo delle più pacate. E il suo ruolo ai gialloviola sarebbe stato quello di essere il vice Kobe Bryant. Per tutta questa serie di motivi, O’Neal provò a sfruttare l’occasione che si era presentata per fare innervosire Kobe. Rider ha rivelato durante una trasmissione come Shaq tentò subito di “assoldarlo”.

Appena arrivato ai Lakers, Shaq mi ha detto ‘Se trovi da dire con Kobe ci sono 10mila dollari che ti aspettano nello spogliatoio’. Mi stavo allenando da tre giorni ed ero tipo ‘Avanti, mi stai prendendo in giro’. ‘Ci sono 10mila dollari in pezzi da 1. Se ci trovi da dire e porti a termine il tuo lavoro, sono tuoi’. Non ci potevo credere. Pensavo ‘Questi sono matti’. Ma ecco come stavano le cose: me ne sarei andato dalla squadra troppo presto se lo avessi toccato”.

Alla fine Rider fece la scelta giusta, perché riuscì ad aggiungere al suo palmares un anello NBA. Anche se non ha fatto parte del roster che ha partecipato ai playoffs. In ogni caso, questo episodio dimostra quanto fossero tesi i rapporti tra O’Neal e Bryant. Gli anni passati insieme ai Lakers sono stati colmi di vittorie, ma anche pieni di tensioni e di scontri tra i due.

Nel 2004 il super team dei Lakers composto, oltre che da loro, anche da Karl Malone e Gary Payton implose e perse le NBA Finals contro i Detroit Pistons. Quella fu la fine di un’era a LA: se ne andò coach Phil Jackson. Anche se poi, come sappiamo, ritornò. Per la società losangelina, inoltre, si aprì un bivio: dovevano scegliere tra Kobe e Shaq. La scelta ricadde sul nativo di Philadelphia e così O’Neal fu spedito a Miami.

Incredibilmente poi col passare degli anni i due giocatori si riconciliarono e ristabilirono quel rapporto di amicizia che forse non erano mai riusciti a costruire veramente. Non a caso, uno dei discorsi più sentiti al memoriale della morte di Kobe fu proprio quello di O’Neal.

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