fbpx
Home NBANBA News Pau Gasol tra ipotesi di ritiro, Kobe e la pandemia: “Un anno difficile”

Pau Gasol tra ipotesi di ritiro, Kobe e la pandemia: “Un anno difficile”

di Michele Gibin

Pau Gasol sa tenere duro, anche se lontano dai campi da ormai un anno a causa di un infortunio al piede sinistro, ed in un momento difficile per la sua Spagna, nuovo fronte europeo della pandemia da Sars-CoV2. In una lunga intervista concessa a El Pais, Gasol si è detto ancora non rassegnato all’idea del ritiro, ma  ben consapevole delle’eventualità più che probabile.

Il giocatore catalano, due volte campione NBA con i Los Angeles Lakers dell’amico Kobe Bryant e medagliato olimpico con le Furie Rosse, aveva firmato l’estate scorsa un contratto annuale con i Portland Trail Blazers, ma il lungo decorso e riabilitazione dopo un intervento al piede sinistro avevano posto fine anzitempo alla sua stagione: contratto risolto a novembre e recupero atletico ancora da completare. “Sono fuori da tanto tempo a causa di questo infortunio, quindi è normale considerare il ritiro. In più vado verso i 40 anni, c’è da tenere conto anche di questo“, così Gasol.

Pau Gasol aveva iniziato la stagione 2018\19 ai San Antonio Spurs. Dopo la trade deadline, lo spagnolo aveva risolto il suo contatto con gli Spurs per accordarsi con i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, la squadra col miglior record della NBA, ma il problema al piede gli aveva impedito di scendere in campo per la fine di stagione regolare e playoffs. “Il mio recupero prosegue, giorno dopo giorno va sempre meglio, è un problema che purtroppo mi porto dietro sin dall’inizio della stagione scorsa a San Antonio, che poi è peggiorato a Milwaukee e poi anche a Portland. Nelle prossime settimane farò altri esami per vedere a che punto è la guarigione (…) per me è stato però un anno duro, lo ammetto: gli infortuni, il dolore per la morte di Kobe (Bryant, ndr), un amico fraterno per me, e della figlia Gigi, poi il mio paese e tutto il mondo travolto dalla pandemia“.

Gasol torna poi su Kobe Bryant: “E’ stato uno shock enorme, un dolore impossibile da descrivere a parole. La reazione dell’intero mondo, sportivo e non, mi ha commosso, dice tutto di cosa ha rappresentato Kobe per molti: etica del lavoro, passione, voglia di migliorarsi sempre. I miei tanti ricordi e momenti con lui sono qualcosa che conserverò sempre dentro di me“.

La pandemia ha colpito duramente la Spagna, assieme agli altri paesi europei come UK, Germania e Francia, pochi giorni dopo essersi diffusa in Italia e soprattutto nel nord. L’area di Madrid la più interessata in Spagna: “E’ un momento in cui l’intera società è chiamata alla responsabilità. Dobbiamo seguire le direttive dell’OMS e del governo, e vincere questa battaglia. Cosa penso di Rudy Gobert? Il virus ha preso un po’ di sorpresa tutti noi, in tanti abbiamo peccato di sufficienza, pensando fosse una cosa che riguardasse i paesi asiatici e la Cina, e invece ha travolto il mondo intero. Credo che la NBA abbia reagito in maniera pronta e impeccabile, dopo i fatti di Jazz-Thunder, è stata la prima lega professionistica a chiudere tutto per l’emergenza e per garantire la sicurezza di giocatori, staff e tifosi. Certo, gli effetti saranno tanti e devastanti in tutti i campi“.

E negli Stati Uniti, dove Pau vive tutt’oggi? “C’è tanta preoccupazione, le misure che sono state adottate sono stringenti, ed è probabile che lo diventeranno ancora di più. Io ho fortunatamente lo spazio per proseguire il mio lavoro di riabilitazione in casa, ma la sensazione è che i tempi per uscirne saranno lunghi“.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi