Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSuns, Ricky Rubio investito come nuovo leader: “Darò l’esempio ai più giovani”

Suns, Ricky Rubio investito come nuovo leader: “Darò l’esempio ai più giovani”

di Francesco Catalano
Suns preview 2019/20

Finalmente una stagione promettente per i Phoenix Suns: Rubio, Booker, Ayton, Baynes, sono tutti nomi che fanno ben sperare. Forse è arrivato il momento per la franchigia dell’Arizona di tornare a lottare per i posti che contano. Infatti l’era post-Nash è stata un vero e proprio calvario per la squadra che non raggiunge i playoffs dalla stagione 2010/11. Praticamente un decennio di astinenza.

La squadra non è riuscita da allora a ricostruirsi. Vuoi per un po’ di malasorte, vuoi per alcune scelte societarie più che discutibili. Sta di fatto che ora sembra che ci possa essere un’inversione di rotta. Phoenix nella finestra di mercato estiva ha cambiato molto: innanzitutto l’head coach; infatti è arrivato Monty Williams. Sono partiti poi Josh Jackson, T.J. Warren, Jimmy Freddette e Troy Daniels per citarne alcuni. Poi per prima cosa è stato blindato Kelly Oubre jr, ragazzo promettente su cui dirigenza e coach puntano molto. Sono stati fatti anche innesti di valore come quelli di Aaron Baynes da Boston e Frank Kaminsky da Charlotte. Ma il vero colpo in entrata è stato Ricky Rubio. Questi tre appena citati saranno il punto da cui partire insieme a Devin Booker e Deandre Ayton.

Suns, così Devin Booker: “Mi piacerebbe essere nel team USA per le Olimpiadi di Tokyo 2020”

Un interprete fondamentale, come nelle passate stagioni, sarà il sopracitato Devin Booker. Anche se durante il media day ha dovuto rispondere alle critiche riguardo i problemi che avuto durante una sessioni d’allenamento di double team, in cui si è lamentato con i compagni di gioco.

Non mi interessa. I social media sono una grande piattaforma. Non prendo però le cose che dice la gente troppo sul serio. Ho molte cose reali con cui devo avere a che fare”.

E anche il compagno di squadra Tyler Johnson ha difeso quel suo sfogo: “Sta cercando solo di lavorare sul suo stile di gioco. Ha dato la sua opinione ed era pure in un momento concitato. Non sono come le cose che si dicono in una conferenza stampa o in una intervista”.

Poi ha dovuto anche schermirsi dalle critiche per non aver accettato la chiamata della nazionale statunitense per la FIBA World Cup 2019.

Penso sia ovvio che ho avuto da fare con infortuni, specialmente lo scorso anno.La mia principale priorità è focalizzarmi sui Suns e su quello che voglio fare con questo squadra”. Ha ribadito poi che se avesse potuto avrebbe accettato di buon grado la chiamata, ma motivazioni personali e professionali lo hanno costretto a declinare.

Tuttavia, ci ha tenuto a sottolineare che se ci sarà l’occasione, farà senza dubbio parte del team USA che prenderà parte alle Olimpiadi di Tokyo 2020 durante la prossima estate.

Si, mi piacerebbe. Sarebbe bellissimo rappresentare il mio Paese. Giocare alle Olimpiadi. Tutte queste cose sono nei miei sogni. Così se ne avrò l’opportunità, ne approfitterò, ma so anche che è necessario un sacco di lavoro. Rappresentare il proprio Paese per il basket USA è uno dei riconoscimenti più prestigiosi che si possano ottenere”.

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Coach Monty Williams su Rubio: “E’ un leader naturale”

Prima però, dovrà affrontare un’altra stagione NBA con la speranza che possa avere un esito diverso dalle ultime. Innanzitutto quest’anno al suo fianco avrà il neocampione del mondo spagnolo e MVP del torneo e della finale, Ricky Rubio.

La point-guard spagnola avrà un ruolo fondamentale nei nuovi Suns e già al primo giorno del training camp si è visto come possa essere il leader della squadra.

Mi sento bene ad essere tornato in campo. Abbiamo un sacco di talento. Ora dobbiamo mettere tutto insieme. Ci vuole tempo. Ci sono molti nuovi ragazzi, uno staff nuovo. Perciò molte persone devono adattarsi alle altre  e dobbiamo solo dare del nostro meglio per raggiungere quello che vogliamo”.

Parole che sanno già molto di leadership come ha riconosciuto anche il nuovo coach Monty Williams:

E’ un leader naturale. Voglio incoraggiare la sua leadership. I ragazzi lo seguono perchè è un bravo ragazzo e sa giocare”.

Lo stesso Ayton è rimasto impressionato dal nuovo campione del mondo: “Abbiamo uno dei migliori realizzatori. E’ anche un leader che sa parlare. Ricky (Rubio,ndr) è così tranquillo fuori dal campo che devi stabilire un contatto con gli occhi per salutarlo. Sul campo è tipo ‘DA, forza ragazzo, metticela tutta’”.

Rubio ha spesso preferito dare l’esempio ai più giovani soltanto coi fatti. Ora però si rende conto che per fare il salto di qualità, deve anche parlare di più in campo ed essere un leader anche da quel punto di vista. E lo sa benissimo.

Solitamente do l’esempio con le mie giocate. Devo parlare un po’ di più qui. Sto cercando di farlo e di essere più presente con la voce in campo, ma allo stesso tempo voglio guidare con l’esempio pratico. Devo dare una mano al coach. So quello che posso dare. Dobbiamo essere tutti allo stesso livello, dobbiamo comunicare: questo è ciò a cui serve il training camp. Siamo qui per quattro giorni. Dobbiamo conoscerci l’un l’altro e sapere quello che vogliamo e quello che ci piace e non ci piace fare”.

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