Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsI giocatori di Raptors e Celtics discutono sul boicottaggio di alcune partite

I giocatori di Raptors e Celtics discutono sul boicottaggio di alcune partite

di Michele Gibin
siakam ujiri

L’ipotesi del clamoroso boicottaggio di gara 1 tra Boston Celtics e Toronto Raptors in segno di protesta contro il ferimento del 29enne Jacob Blake da parte della polizia di Kenosha, Wisconsin, inizia a  farsi strada.

I giocatori hanno discusso in albergo della possibilità di un gesto forte, mai visto prima su un campo NBA. Un meeting aperto ai soli atleti in cui i presenti hanno valutato il da farsi e paventato l’ipotesi.

I primi a parlare erano stati, tra gli altri, Jaylen Brown e Marcus Smart dei Celtics e Fred VanVleet dei Raptors, nella serata di martedì. I giocatori delle due squadre si reincontrerrano oggi mercoledì 26 agosto per ulteriori discussioni.

Venendo qui volevamo provare a fare la differenza, provare a cambiare le cose, ma sembra che tutto resti com’è“, così Pascal Siakam commentando il video del ferimento di Jacob Blake e le violente proteste scatenatesi a Kenisha, e che sono costate la vita a due personeCi stiamo chiedendo: abbiamo fatto bene a scegliere di giocare? (…) siamo venuti qui per una sola ragione, usare la nostra piattaforma per mandare il nostro messaggio ed ispirare un cambiamento, ma non so, ci sentiamo come bloccati, almeno per me è così. Nulla sta cambiando, non stiamo ottenendo nulla. Questo è ciò che penso“.

Boicottaggio, la NBPA appoggerà le scelte dei giocatori

Come riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports, molti giocatori non si sentirebbero nelle condizioni mentali adatte per giocare, e soprattutto pensare solo alla pallacanestro in un momento così teso. La NBPA (il sindacato dei giocatori presieduto da Chris Paul e diretto da Michele Roberts) appoggerà le decisioni degli atleti.

Nelle scorse ore, il padre di Jacob Blake ha riferito ai media che il figlio resterà paralizzato a vita dopo il ferimento. Le indagini per stabilire i motivi che hanno indotto gli agenti a sparare sono in corso, e si basano soprattutto sulla testimonianza di un vicino di casa che ha girato il video che ritrae il momento degli spari.

Gli agenti erano stati chiamati sul posto per una lite familiare. Dalle immagini si vede l’uomo, identificato da un testimone come colui che stava cercando di sedare la lite, muoversi scortato dalla polizia, con una pistola puntata alla schiena. A un certo punto Blake, disarmato, prova ad entrare nella propria auto, ma un agente lo immobilizza da dietro, tenendolo per la maglietta. Nelle immagini si sentono almeno sette spari. Nell’auto si trovavano i suoi tre figli.

Negli ultimi giorni, tante le voci di giocatori e allenatori NBA (LeBron James, Chris Paul, George Hill, Doc Rivers) in supporto alle proteste pacifiche e in appello alle forze politiche per un cambio di passo e la giustizia sociale in America.

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