Solo poche ore dopo le rimostranze di Rich Paul, la NCAA fa marcia indietro sul nuovo regolamento sugli agenti e precisa: la laurea non è più un requisito richiesto per gli agenti che tuteleranno gli interessi dei giovani prospetti collegiali in vista del draft.
Agli agenti basterà dunque la “licenza” della NBPA, l’associazione giocatori. Gli operatori dovranno essere in regola con l’iscrizione all’albo e non avere contenziosi aperti con l’Associazione.
Six hours after agent Rich Paul’s piece in @TheAthletic, the NCAA has amended its criteria and no longer requires a bachelor’s degree for NCAA agents. Here is link to today’s piece: https://t.co/OJCrZ7h8VH
— Shams Charania (@ShamsCharania) August 12, 2019
“La richiesta di una laurea ha il solo scopo di eliminare sistematicamente tutti coloro per cui il college non è mai stato un’opzione possibile” Aveva spiegato Paul in un pezzo autografo su The Athletic “Una laurea serve davvero a distinguere una persona con un’etica da un furbacchione? E’ solo questione di tempo prima che la regola NCAA che prevede che i giovani giocatori che vogliano solo ‘sondare il terreno’ in vista di un passaggio tra i pro debbano rivolgersi solo a gente laureata prenda piede, e diventi globalmente accettata. Sappiamo come funziona: una regola ingiusta viene adottata da una maggioranza per togliersi dai piedi una minoranza, e quella regola diviene legge. Posso anche non conoscere i termini tecnici, visto che non ho fatto il college, ma so quel che dico“.
La NCAA rimuove dunque dal suo nuovo regolamento sul rapporto tra agenti e “students-athlets” la norma più controversa, quella che avrebbe provocato più confusione e proteste dalla categoria in vista della prossima stagione collegiale. Il college basketball, travolto tra 2017 e 2018 dallo scandalo legato a corruzione e reclutamento dei giovani prospetti liceali, sta tentando di tutelarsi contro la – finora solo marginale – tendenza dei giovani giocatori a considerare opzioni diverse dall’università in uscita dal liceo.
G-League e campionati esteri potrebbero diventare con il tempo soluzioni alternative gettonate per i giocatori che mirino al professionismo. La NBA, per parola del Commissioner Adam Silver, è al lavoro per rimuovere la cosiddetta “one-and-done rule” che pone a 19 anni il limite minimo d’età per iscriversi al draft NBA a partire dal 2022.
The NCAA no longer requires agents to have a bachelors degree to rep up and coming college athletes. Agents must be in good standing/certified with the NBAPA though. pic.twitter.com/G5OVSKvHEo
— NBA RETWEET (@RTNBA) August 12, 2019
Credit to the NCAA for amending the rule re: Agents. However, how did we even get to this point? The initial rule should never have been put in place.
— Bobby Marks (@BobbyMarks42) August 12, 2019

