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Rivoluzione NBA per i playoffs. Ecco le idee

di Simone Massari
NBA

Sono anni che se ne parla, ma ora sembra sempre più vicina una rivoluzione NBA per i playoffs. L’apparente squilibrio tra Eastern Conference e Western Conference ha fatto pensare al commissioner NBA Adam Silver alla possiblità del reseeding.  

L’andamento della regular season non verrebbe intaccato. Il grande cambiamento sarebbe ordinare le 16 squadre in base ai proprio record. Questo porterebbe ad accoppiamenti inediti e secondo Silver lo spettacolo aumenterebbe. Che sia una persona visionaria non è un mistero, la sua gestione post-Stern è stata fin ora eccellente, come attesta il nuovo format dell’ All Star Game, che ha suscitato pareri positivi.

Lo stesso LeBron però, nella giornata di oggi, non sembra aver preso molto positivamente questa idea di reseeding. 

E’ notizia freschissima, come riportato da Zach Lowe di ESPN, di una ulteriore rivoluzione NBA per i playoffs. Non direttamente in questo caso, ma un “mini-torneo” per decidere il settimo e l’ottavo posto nelle rispettive conference.

Le proposte per la rivoluzione NBA per i playoffs

Sono due le proposte prese in considerazione.

La prima riguarda due tornei comprendenti quattro squadre ciascuna: la settima, l’ottava, la nona e la decima delle due conference si sfiderebbero tra di loro per accedere alla post season. Si svolgerebbe così:

  • settima e ottava si sfidano. La vincente va direttamente ai playoffs occupando il settimo posto della conference.
  • la nona e la decima si sfidano. La vincente si sfida con la perdente delle precedente partita, determinando la seconda squadra ad andare ai playoffs.

Questa proposta vedrebbe quindi la settima e l’ottava squadra del ranking avere un piccolo vantaggio, avendo la possibilità immediata di aggiudicarsi un posto ai playoffs. Le altre due squadre invece non avrebbero la possibilità di perdere le due partite successive, se no sarebbero automaticamente escluse.

Questa formula non sembra però che si possa mettere pratica nell’immediato e stupirebbe anche che si potesse adottare già nel 2020. Prima di prendere una decisione che porterebbe ad una rivoluzione NBA per i playoffs, bisogna ottenere una maggioranza di almeno 23 franchige.

Ok lo spettacolo. Sicuramente Adam Silver avrà pensato anche a quello, ma in una lega che si può considerare un “campionato del mondo” dato che tutti i migliori giocano lì, il business è da considerarsi un fattore imprescindibile. Quindi è normale chiedersi: in termini di interessamento del pubblico che si traduce in biglietti venduti, quanto potrebbe essere efficace questa formula?

Solo il fatto che si parli di un’ipotetica rivoluzione NBA, nella fattispecie di due soluzioni, sta a significare che non è un opzione così rarefatta come può sembrare. Già tre anni fa si pensò ad un torneo comprendente ottava, nona, decima e undicesima squadra del seed per determinare l’ottavo posto effettivo nelle rispettive conference. Fu abbandonata l’idea immediatamente per non abbassare il livello dei playoffs.

La seconda proposta è sicuramente più semplice e di facile applicazione. Questa la formula:

  • la settima incontra la decima del ranking in una partita che decide direttamente il settimo posto effettivo per l’accesso ai playoffs.
  • l’ottava incontra la nona del ranking in una partita che decide direttamente l’ottavo posto effettivo per l’accesso ai playoff

Quali sono i fattori positivi e negativi riguardo queste proposte?

Ci sono molti problemi che ostacolano l’introduzione di una di queste soluzioni. Sicuramente per l’assegnazione delle scelte al draft: se la decima squadra vincesse il “mini-torneo”, dovrebbe far a meno della scelta che le spetta? Oppure i 14 peggiori record della regular season, indipendentemente da risultato del torneo, rimarrebbero inalterati?

Le domande sono molte. Troppe forse. Di certo il primo motivo per far sì che questo avvenga è per evitare il cosìddetto tankargomento tra l’altro è costato a Mark Cuban una multa dalla NBA di 600000 dollari proprio per aver dichiarato di voler perdere per aggiudicarsi una buona scelta nella prossima chiamata al draft.

Ci sono aspetti negativi e positivi. Molti dipendono anche dalla stagione di riferimento. In una regular season come quella di quest’anno squadre come Utah o i nuovi Pistons di Griffin potrebbero smuovere le acque all’interno dei playoffs.

Il discorso sembra ancora in fase embrionale. Vedremo il futuro se ci consegnerà una rivoluzione NBA oppure no.

 

 

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