Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston Rockets Rockets, Silas e Stone si presentano: “Saremo una squadra più imprevedibile. Vogliamo vincere”

Rockets, Silas e Stone si presentano: “Saremo una squadra più imprevedibile. Vogliamo vincere”

di Dennis Izzo
Rockets preview 2020/2021

Nella giornata di ieri, gli Houston Rockets hanno presentato ufficialmente alla stampa l’head coach Stephen Silas e il general manager Rafael Stone, recentemente ingaggiati in sostituzione di Mike D’Antoni e Daryl Morey: il primo sarà assistant coach nello staff di Steve Nash ai Brooklyn Nets, il secondo ricoprirà il ruolo di President of Basketball Operations ai Philadelphia Sixers. Messo sotto contratto con un quadriennale, Silas, che ha un’esperienza più che ventennale in NBA ed è reduce dall’avventura come assistente di Rick Carlisle ai Dallas Mavericks, che nella stagione 2019-2020 hanno avuto il miglior attacco della lega, ha soddisfatto la curiosità di giornalisti e tifosi circa il proprio progetto.

Lo scorso anno, i Rockets non sono riusciti ad andare oltre il secondo turno dei playoff, venendo sconfitti dai futuri campioni dei Los Angeles Lakers in appena cinque gare. Un passo indietro abbastanza notevole per una squadra che nelle due stagioni precedenti aveva affrontato ad armi (quasi) pari i Golden State Warriors di Durant, Curry, Thompson e Green. Lo small ball architettato da Morey e D’Antoni, con la partenza di Clint Capela e l’arrivo di Robert Covington prima della trade deadline dello scorso febbraio, non ha ottenuto i risultati sperati e a Houston è tutto pronto per l’inizio di una nuova era. L’obiettivo del nuovo front office, però, è lo stesso di quello precedente: vincere l’anello.

“Nella NBA moderna, è impossibile giocare in un unico modo in ogni partita. Lo small ball può essere un’arma importante, ma deve essere solo una parte del nostro sistema di gioco. Cercheremo di essere meno prevedibili sia in attacco che in difesa. Giocare contro una squadra che sa difendere in vari modi è estremamente complicato, perciò voglio che diventiamo questo tipo di squadra. Cercherò di rendere tutto il più semplice possibile, con meno possessi in isolamento e maggiore versatilità in fase offensiva. Difensivamente, dovremo cercare di migliorare attraverso il duro lavoro e giocando sempre con l’atteggiamento giusto.”, ha dichiarato Stephen Silas nel corso della sua conferenza stampa di presentazione, in cui ha parlato anche della volontà di avere a disposizione un centro tradizione, venendo assecondato dal nuovo gm Rafael Stone.

I Rockets inaugurano il nuovo ciclo con la coppia Silas-Stone

“Cercheremo di consegnare a Stephen una squadra completa, in modo da permettergli di variare il quintetto a seconda del contesto. Insieme abbiamo parlato a lungo dell’abilità di affrontare ogni avversario in maniera diversa, sfruttando ogni volta un’arma differente. Per fare tutto ciò è necessario avere a disposizione anche lunghi di ruolo, per cui non approcceremo all’offseason con l’intenzione di non firmare un giocatore alto più di due metri. Saremo molto aggressivi, abbiamo ancora James Harden e il nostro obiettivo è sempre vincere il titolo”, le parole del general manager Stone, già vice president of Basketball Operations dei Rockets prima che Morey lasciasse la carica di gm vacante.

Silas ha parlato anche del coaching staff, commentando il gradito ritorno di John Lucas, che sarà assistant coach dopo aver ricoperto il ruolo di player development coach nello staff di Mike D’Antoni negli ultimi quattro anni, e tracciando l’identikit dei profili ideali per completare il suo staff: “Io e Rafael abbiamo parlato di questo praticamente tutti i giorni da quando sono arrivato a Houston, siamo molto collaborativi. Mi piacerebbe avere al mio fianco persone esperte, magari ex allenatori che possano aiutarmi nel mio primo anno da head coach. Ho allenato per un mese e mezzo, sostituendo Steve Clifford, ma andare a comporre il coaching staff è un qualcosa che non ho mai fatto prima d’ora. Mi fa piacere sapere di poter contare su John Lucas, che ha già avuto diverse esperienze come allenatore. La diversità di opinioni e idee per me è fondamentale, sono pronto ad ascoltare ogni proposta e trovare la soluzione migliore per i nostri giocatori.”

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