Manca sempre meno all’inizio della stagione NBA e, come è giusto che sia, gli occhi di tutti sono puntati sull’uomo del momento: Shai Gilgeous-Alexander. D’altronde quando vinci il titolo, il premio di MVP, sia della regular season che delle Finals, e finisci l’anno anche come miglior realizzatore non può che essere così. SGA però la pressione sembra che non sappia cosa sia anche perché, come lui stesso ha affermato, cerca di evitare atteggiamenti che possano attirare attenzioni.
“Gli avversari non fanno trash talking con me”, ha detto in un articolo su GQ. “Non lo fanno perché evito atteggiamenti che li istighino. Scendo in campo, segno 30 punti, vinciamo, torno a casa. Non vado là fuori a fare cose folli”.
Ecco, sarebbe stato tutto bellissimo se poi, nella stessa intervista, la star dei Thunder non avesse sparato a zero su i suoi “coetanei”, in qualche modo snobbandoli e mettendosi su un altro livello.
“Non ho niente contro i ragazzi della mia età, ma quelli con cui non vedo l’ora di confrontarmi sono i LeBron, gli Steph Curry, i KD, i James Harden”, ha detto Gilgeous-Alexander. “I ragazzi con cui sono cresciuto, che si sono imposti per sempre nel basket, che hanno raggiunto gli obiettivi che voglio raggiungere. Non c’è test migliore per vedere di cosa sono capace che affrontarli”.
Per carità sulla carta non sembrerebbe aver detto nulla di sbagliato, ma leggendo bene le sue parole si intravede una frecciatina neanche troppo velata ai suoi possibili avversari, su tutti Doncic ed Edwards. Se infatti i nomi citati sono quelli di gente che nello scorso decennio ha dominato la lega, è chiaro che invece siano proprio Luka e Ant quelli con cui se la dovrà vedere nei prossimi anni. In questo modo però SGA si piazza su un altro livello, dimostrando di non temere questa concorrenza.
Shai gioca al rialzo: “Punto ad essere il migliore”
Come dicevamo, la fiducia nei propri mezzi di certo non manca a Shai. Né tantomeno la fame e l’ambizione di essere il migliore. Proprio per questo, anche dopo una stagione da dominatore assoluto, conferma la voglia di dimostrare che può ancora migliorare il suo gioco. Sempre nell’intervista a GQ ha parlato anche del suo impatto sul gioco e del paragone con Kobe, che vede come obbiettivo da superare.
“Prendo in mano un pallone da basket per essere il migliore”, ha detto SGA. “Se mi chiedete se voglio essere migliore di Kobe, ovviamente sì. Se ci riuscirò o meno, lo scopriremo.”
Ha infine parlato dell’importanza di lavorare in offseason, anche una volta che sei arrivato all’apice della lega. Shai sa bene infatti, che quest’anno le difese si proveranno ad adattare al suo gioco, e per questo è fondamentale aggiungere sempre qualcosa di nuovo.
“Sento ancora che c’è un altro livello a cui posso arrivare”, ha aggiunto. “Ogni stagione migliori nella offseason, l’NBA si adatta a quella versione di te, e quindi devi imparare qualcosa di nuovo. E questo ciclo continua, continua e continua. Man mano che avanzi nella tua carriera, diventa sempre più importante l’aspetto mentale”.
