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Stan Van Gundy verso i Pelicans: “Resto un allenatore di pallacanestro”

di Michele Gibin

L’esonero di Stan Van Gundy a Detroit, quello di Tom Thibodeau ai Timberwolves ed il passaggio di consegne ai Clippers tra Doc Rivers e Lawrence Frank avevano segnato la fine della pratica – piuttosto diffusa – di affidare agli allenatori NBA il doppio incarico di head coach e president of basketball operations.

Un doppio ruolo che non manca di esempi illustri e di successo, come lo stesso Rivers e Mike Budenholzer ai tempi degli Atlanta Hawks, o Pat Riley ai Miami Heat  (e anche nella storia, con Red Auerbach ed i grandi Celtics), ma un metodo di lavoro oggi accantonato.

Van Gundy, che a Detroit non riuscì a costruire una squadra vincente, ripartirà dai New Orleans Pelicans che con David Griffin, Tajan Langdon e Swin Cash si sono dati una struttura forte nel front office. L’ex allenatore di Heat e Magic potrà dunque tornare a quello che definisce il suo vero lavoro: allenare.

Ho sempre saputo che il desiderio di allenare, nella situazione giusta, lo avrei sempre avuto”, spiega SVG a Bleacher reportMa non ho mai cercato di propormi per ogni panchina vacante, ne tormentato il mio agente per un posto. Quello ai Pelicans è un buon posto, ero interessato ed anche loro si sono dimostrati tali“.

Stan Van Gundy ha lavorato da commentatore tecnico per ESPN, al pari del fratello Jeff, in questi tre anni di pausa: “Una cosa che mi è piaciuta tantissimo fare, mi sono divertito ed ho conosciuto persone che mi hanno aiutato e insegnato tante cose. Se mi avessero detto che non avrei fatto altro nella vita sarei stato più che felice. Ma sotto sotto, io resto sempre un allenatore di pallacanestro, e quando l’occasione giusta si è presentata, l’ho colta“.

Pelicans, Stan Van Gundy: “Zion Williamson è unico”

Ai Pelicans, Van Gundy si troverà ad allenare e gestire la crescita tra i professionisti di un altro “generational talent” come fu Dwight Howard ai tempi degli Orlando Magic: Zion Williamson.

Ai Magic, Howard si sarebbe trasformato in una superstar e tre volte difensore dell’anno NBA, avrebbe raggiunto la finale NBA (2009) prima che i problemi alla schiena, l’immaturità di carattere ed i dissidi con coach Van Gundy deviassero la sua carriera prima verso Lakers e Houston, e quindi a rimbalzare tra Charlotte, Atlanta e Washington.

Stan Van Gundy e Dwight Howard ai Magic

Come Howard all’epoca, per Stan Van Gundy “Zion è unico, la sua combinazione di potenza, rapidità ed esplosività si è vista raramente. I paragoni con LeBron James o Charles Barkley sono forse la cosa che più si avvicina, ma non è neppure così vero. Zion è un giocatore altruista in attacco ed ha un gran primo passo, incredibile. Fa viaggiare il pallone e prende decisioni veloci, gli altri giocatori sono felici di giocare con lui, non è un mangiapalloni“.

I New Orleans Pelicans di Stan Van Gundy saranno tra le squadre più giovani e di maggior talento della prossima stagione NBA, soprattutto se riusciranno a trattenere a NOLA Brandon Ingram che sarà restricted free agent: “Avremo 9 giocatori sotto i 25 anni, e veterani che sono ancora nel pieno della forma come Jrue Holiday, J.J. Redick, Derrick Favors (che sarà free agent, ndr) ed E’Twaun Moore. Un gruppo davvero entusiasmante, a pensarci“.

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