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NBA, Terance Mann manda i Clippers in finale di conference. Paul George”Ci ha trascinati”

di Michele Gibin
Terance Mann Clippers

Con un cognome così, i giochi di parole si sprecano già in condizioni normali, figuriamoci se segni 39 punti in una gara 6 dei playoffs NBA che vale alla tua squadra il primo viaggio di sempre alle finali di conference.

Terance Mann, the “Mann of the day” a Los Angeles, veste per una sera i panni di Kawhi Leonard e segna 20 punti nel terzo quarto della partita vinta per 131-119 dagli LA Clippers contro gli Utah Jazz, finirà con un career high assoluto (NBA e college) e 7 su 10 al tiro da tre punti, 15 su 21 dal campo. La sua carica e i suoi canestri lanciano la lunga rincorsa dei Clippers, che in vantaggio per 3-2 nella serie erano precipitati in svantaggio per 75-50 sotto le triple di Donovan Mitchell e Jordan Clarkson.

La difesa dei Jazz decide di concedere a Mann tanto spazio quando questo viene pescato negli angoli dagli carichi di Paul George e Reggie Jackson, e si rivela una pessima idea. Contro il quintetto mini utilizzato da Tyronn Lue, che butta a mare la soluzione Ivica Zubac, Rudy Gobert deve fare troppa strada per tampinare i tiratori dei Clippers. Il risultato sono 21 triple di squadra, un secondo tempo da 14 su 19 da oltre l’arco.

Il solo Terance Mann ne segna 6 in un tempo, il secondo in cui i Clippers a un certo punto sono in vantaggio di 29 punti se si considera il parziale (57-28) della seconda metà di gara, per LA 81 punti in 24 minuti, sole 6 palle perse, il 56% dal campo.

Dal 75-50 di inizio terzo quarto, i Clippers si imbarcano in un parziale da 75-40: una restituzione con tanti di interessi dopo un primo tempo caldissimo al tiro per Utah. “E’ stata una serata speciale“, dice Paul George, 28 punti con 9 rimbalzi e 7 assist “Il tifo, la gente, la gioia, abbiamo sentito fisicamente la scimmia sulla schiena dei Los Angeles Clippers scendere finalmente“.

In 51 anni di esistenza, ma i Clippers avevano raggiunto le finali di conference. Farlo senza Kawhi Leonard e eliminando la testa di serie numero 1 (che ha pagato dazio a sua volta gli infortuni) è speciale, e sa di riscatto dopo il crollo al secondo turno dei playoffs 2020.

Io c’ero quando si festeggiava per aver passato il primo turno o anche solo quando si facevano i playoffs“, così Pat Beverley, ai Clippers dal 2017 “Giocare e vincere una partita così è speciale, ci ho messo così tanto sudore e lacrime, ho visto amici essere scambiati e andare via, gli infortuni… sono l’ultimo rimasto e ho scritto la storia anche io“.

Terance Mann gioca nella NBA dal 2019, è una seconda scelta (numero 48) e i playoffs dello scorso anno li aveva guardati dalla panchina. 9 mesi dopo si è ritrovato a passare alla storia come l’uomo che ha portato per la prima volta nella loro storia alle finali di conference i Los Angeles Clippers. “Io mi fido del grande lavoro che faccio, e quando sai che hai lavorato bene non ti stupisci. Oggi? Mi sono concentrato su ciò che dovevo fare in campo, mi hanno lasciato sempre libero e io tiravo“.

In gara 6 Mann si è persino esibito in un’altra schiacciata di fronte a Rudy Gobert, prodezza già compiuta in gara 5 e stavolta arrivata a rimbalzo d’attacco. Per il resto, il copione della partita è stato semplice per l’uomo da Florida State, quasi da scuola basket: se libero, tira. Se la difesa recupera, vai dentro.

Una partita completa da parte di un giocatore al secondo anno“, Paul George “Ha allargato il campo in attacco, ha difeso, è andato a rimbalzo e ha attaccato il canestro, e sempre al momento giusto. Ci ha rimessi in partita da solo, diciamolo“.

Lui lavora tantissimo sul suo gioco, ci stimoliamo e ci sfidiamo a vicenda. Mi ricorda tantissimo me da giovane“.

In attacco, il resto per i Clippers lo hanno fatto George e Jackson, attaccando il canestro contro un Rudy Gobert poco mobile, e condizionato da una brutta caduta nel primo quarto tentando di stoppare Terance Mann. Reggie Jackson, oltre 21 punti di media nella serie, ha chiuso con 27 punti e 10 assist, con 10 su 16 al tiro.

Il nostro obiettivo principale quest’anno era cancellare il crollo dello scorso anno” ammette l’ex Pistons “Lasciarci per sempre alle spalle quello che era successo. Non è stato facile, ci siamo portati dietro parte di quell’amarezza ma oggi siamo una squadra diversa“.

 
 
 
 
 
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