Non è stata una stagione facile per Terry Stotts, da 9 anni allenatore dei Portland Trail Blazers e mai in discussione come quest’anno alla guida di una squadra con potenziale, ma costretta a giocarsi l’accesso ai playoffs diretto all’ultima partita di regular season, tra due giorni.
I Blazers sono andati a un millimetro dal compiere una piccola impresa, battere in back to back Utah Jazz e Phoenix Suns in trasferta, e solo i due tiri liberi decisivi di Devin Booker a 2 secondi dal termine lo hanno impedito. Ora, con i Los Angeles Lakers alle spalle, i Blazers dovranno giocare un’ultima partita dentro o fuori, in casa contro i Denver Nuggets per evitare i play-in.
Il finale di partita contro i Suns rischia però di pesare. In vantaggio per 117-116 con 5 secondi ancora da giocare, Robert Covington fallisce due tiri liberi e dà una chance di ultimo tiro per vincere ai Suns. Phoenix riesce a servire sulla rimessa Devin Booker, che subisce fallo da Norman Powell e va in lunetta: 2 su 2 e partita finita.
Sul fallo di Powell il gioco si arresta a appena 0.9 secondi dal termine della gara. Terry Stotts ha ancora un time-out ma decide di giocarsi il suo coach challenge sul fallo ai danni di Booker, un tentativo velleitario visto il contatto, leggero ma innegabile, dell’ex giocatore dei Raptors sulla guardia dei Suns. Challenge che non va a buon fine, con gli arbitri che aggiustano il cronometro a 2.4 secondi dallo scadere.
Portland è costretta quindi a giocare l’ultima azione da fondo campo, e non ne esce nulla se non una sconfitta pesante, soprattutto per come è arrivata.
Dopo la partita, Stotts ha spiegato la sua decisione di sacrificare l’ultimo time-out, che avrebbe permesso ai Blazers si rimettere in campo il pallone da metà campo, per un challenge dall’esito scontato. “Credo sia stato un fischio inusuale visto il momento della partita. Ma tante volte dopo i replay un contatto sufficiente a giustificare un fischio lo trovi comunque. Il challenge? Con 0.9 secondi da giocare è stata una decisione facile da prendere, se ci fossero stati da subito 2.4 secondi probabilmente non lo avrei chiamato, ci saremmo tenuti il time-out per ripartire da metà campo“.
E proprio la scelta di giocarsi il challenge, nonostante una spiegazione invero un poco traballante sugli 0.9 secondi ancora da giocare, ha contrariato i tifosi dei Blazers sui social, tifosi che già da tempo non risparmiano critiche a Stotts. Anche con un secondo ancora da giocare, una rimessa da metà campo avrebbe potuto generare un tiro migliore, soprattutto con Damian Lillard in campo. Senza challenge però gli arbitri non avrebbero aggiunto oltre un secondo ancora da giocare sul cronometro.

