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Thunder, Danilo Gallinari “Faremo grandi cose nei playoffs, in futuro vorrei rimanere qui”

di Gabriele Melina

Danilo Gallinari, ala degli Oklahoma City Thunder, ha rilasciato alcune dichiarazioni su ciò che è stata una stagione al di sopra delle aspettative per rendimento personale e di squadra.

Ad oggi, i Thunder occupano la sesta posizione nella Western Conference, con un record sorprendente di trentasei vittorie e ventidue sconfitte.

Anche il Gallo, alla sua undicesima stagione nella lega, sta viaggiando a delle cifre degne di nota: per lui, sono 19.2 i punti messi a segno di media a serata, accompagnati da 5.6 rimbalzi catturati e 2.2 assist. Le percentuali al tiro invece, da sempre il punto forte nell’arsenale offensivo del trentunenne, recitano un 44.1% dal campo ed un 40.8% dalla lunga distanza.

In quel di Oklahoma City, il nativo di Sant’Angelo Lodigiano ha potuto far conoscenza con una point guard del calibro di Chris Paul, con un insieme di giocatori provenienti da diverse parti del mondo, come Steven Adams dalla Nuova Zelanda, Dennis Schröder dalla Germania, Shai Gilgeous-Alexander dal Canada, tutti accomunati da un grande spirito combattivo e da una forte volontà di voler dimostrare il proprio valore sul parquet, specialmente con l’arrivo dei playoffs.

Gallinari discute il suo futuro coi Thunder: “Mi piacerebbe rimanere qui”

Hai giocato in quattro società diverse durante la tua carriera NBA, credi ci sia una similitudine tra la Oklahoma City di oggi e qualche altra città in cui hai militato in passato?

“Oklahoma City mi ricorda molto Denver. Sono entrambe un piccolo mercato per i giocatori in cerca di un contratto, ma è anche questo il tipo di città che mi piace e in cui vorrei rimanere”.

Chris Paul ti ha descritto come uno dei compagni migliori, sul campo ed al di fuori di esso, che abbia mai avuto durante la sua longeva carriera da quindici stagioni. Ti rivedi in questa affermazione, e pensi altrettanto di lui?

“E’ sicuramente uno dei miei preferiti. Lo ritengo un tipo fantastico, anche fuori dal campo. E’ il tipo di persona con cui puoi parlare di qualsiasi argomento, anche se non riguarda la pallacanestro. Mi piace passare del tempo con lui in aereo, sul pullman, e credo che questa sfumatura del suo comportamento sia davvero utile per mantenere solido il morale di squadra”.

Questa stagione doveva essere, inizialmente, un’annata di passaggio. Secondo molti, tu eri destinato a cambiare meta entro la trade deadline, eppure sei rimasto qui. Quali sono le tue considerazioni riguardo a ciò che è accaduto?

“Il mio obiettivo era quello di rimanere qui ad Oklahoma City, volevo affrontare questo nuovo capitolo della mia carriera nel modo giusto, a testa alta. Poi, cambiare squadra a metà stagione è un qualcosa di complicato da dover affrontare come giocatore, perché devi adattarti in poco tempo ad un nuovo sistema di gioco ed a delle nuove richieste da parte dell’allenatore.

Quest’estate avrai la possibilità di sondare la free agency, ed è altamente probabile che molte squadra vogliano offrirti un contratto oneroso. Vedi nel tuo futuro la possibilità di prolungare la tua permanenza con i Thunder?

“Sarà interessante, senza dubbio, dopo la stagione che abbiamo vissuto. Però, il mio pensiero principale rimane quello di essere il più carico e concentrato possibile per la corsa al titolo. Al momento, posso solo dire che sarei sicuramente felice se dovessi rimanere qui anche in futuro”.

Gallinari ed il suo passato in Italia: “Mio padre mi ha influenzato molto”

Tuo padre ha giocato come professionista nel massimo campionato italiano. Che influenza ha avuto la sua presenza all’interno della tua crescita come giocatore?

“Ho avuto la fortuna di seguire gran parte dei suoi allenamenti e delle sue partite, anche se ero piccolo e possiedo vaghi ricordi di quei momenti. La sua presenza in casa mi consentiva di poter condividere con lui il modo in cui vivevo il gioco, così da potermi confrontare e poi migliorare come persona ed atleta”.

Ti manca il modo di vivere, la cultura, la cucina del paese in cui sei nato e cresciuto?

“Certamente. Più di tutti, la mia famiglia e la grande cucina che mia madre porta con sé ogni volta che sbarca qui negli Stati Uniti. Posso stare con loro per un po’ di tempo solo nel periodo di Natale, perciò è ovvio che la nostalgia si fa’ sentire. Magari, quando la mia carriera in NBA sarà giunta al termine, potrò ritornare in Italia e giocare lì da professionista”.

Cosa potresti raccontare della tua esperienza personale con Kobe Bryant?

“Ho tante e grandi memorie di Kobe. E’ dura parlarne, ancora oggi, dopo all’incirca un mese dal terribile accaduto. Da giocatore è stato e sarà uno dei migliori di sempre, ma è stata la sua persona ed il suo modo di porsi in relazione alle cose che mi hanno colpito di più. Ad ogni occasione possibile, Kobe non esitava a darmi consigli per migliorare sul mio gioco, era una persona incredibile”.

Gallinari, i playoffs sono in arrivo, “e possiamo arrivare fino in fondo”

Nel vostro quintetto titolare ci sono cinque giocatori di cinque nazionalità diverse. Cosa si prova ad avere una tale diversità culturale quando si è in gruppo?

“In tutti quei momenti in cui c’è del tempo libero lontano dalla pallacanestro, è bello passare del tempo con loro, discutere del loro passato prima di entrare nelle lega, del loro paese, della cultura locale nella loro città d’origine”.

Nella tua carriera hai giocato i playoffs per quattro volte, ma la tua squadra è sempre stata eliminata al primo turno. Credi che quest’anno le possibilità di arrivare fino in fondo siano maggiori rispetto alle stagioni precedenti?

“Abbiamo costruito una buona squadra che ha tanta voglia di vincere. Mi piace il modo in cui stiamo gestendo questa fase post All-Star Weekend, stiamo giocando con la massima intensità possibile così da prepararci per i playoffs. Continuare con questa mentalità ci darà la possibilità di andare davvero fino in fondo, ma c’è bisogno che ognuno in squadra, dal più giovane al più esperto, rimanga costante su entrambe le metà campo nei prossimi mesi”.

Se il posizionamento attuale delle squadre dovesse rimanere invariato fino all’inizio dei playoffs, allora i Thunder sfideranno, al primo turno, i Los Angeles Clippers di Kawhi Leonard e Paul George, sicuramente due clienti non facili da affrontare.

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