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I Timberwolves vincono ancora e Wiggins non si ferma più: “Credo in me”

di Lorenzo Brancati

Stagione quasi da incorniciare fino a qui per i  Minnesota Timberwolves, e in particolare per Andrew Wiggins. Il giocatore chiamato con la prima scelta assoluta dell’ormai non più così recente Draft 2014, infatti, sta finalmente inanellando una serie di prestazioni degne delle aspettative che lo avevano accompagnato al suo ingresso nella lega.

Nella notte, Minnesota ha vinto anche contro i San Antonio Spurs, per 129-114: si tratta della terza vittoria su cinque partite disputate nell’ultima settimana. Serie di cinque partite nelle quali Wiggins ha segnato una media di 31.6 punti, tirando con il 52.5% dal campo. Insomma, una costanza e un’efficienza che fino a poco tempo fa avremmo detto non sue.

Stando alle parole del giocatore stesso, parte del merito di tutto ciò è da attribuirsi a Coach Ryan Saunders. In carica dalla metà della scorsa stagione, il giovane capo allenatore ha avuto la giusta intuizione di riportare Wiggins al ruolo di guardia:

Lui mi capisce, ormai è l’unico allenatore rimasto qui sin dalla mia prima stagione nella lega. Conosce i miei pregi e difetti. Quest’anno mi ha messo in una posizione che mi permette di avere successo. Per quanto riguarda il ruolo di guardia, si tratta di accoppiamenti: le guardie spesso sono più basse e io mi trovo meglio.

Inoltre, è evidente che il numero 22 stia finalmente trovando la sua identità in campo“Tutto il lavoro fatto in estate mi ha portato ad essere molto sicuro. Credo molto in me e nel mio gioco in questo momento.” ha affermato “Devo continuare così ed essere aggressivo.”

Infine, con Sam Mitchell di 3DTV c’è stato un inevitabile richiamo al fatto che solo un mese fa Wiggins non fosse stato incluso nella lista della top 100 NBA da parte di ESPN. All’epoca affermò come non ci fossero 100 giocatori migliori di lui, e probabilmente oggi lo sta dimostrando“All’inizio avevo riso, poi più la vedevo più mi tormentava, in un certo senso, anche se provavo a non pensarci.” ha poi continuato “Alla fine sono contento sia uscita, mi ha solo motivato a tornare sulla retta via.”

Insomma, sembrerebbe siamo davanti ad un giocatore rinato, o meglio, in fase di rinascita. Chissà che dopo tanti anni di alti e bassi questa non possa essere la stagione della definitiva consacrazione per le giovani promesse di Minnesota. Le premesse ci sono tutte.

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