Anthony Edwards ha segnato 34 punti nella larghissima vittoria dei suoi Twolves per 133-104 contro i Denver Nuggets, ed è diventato il numero uno nella storia della franchigia per triple segnate in carriera, con 976 tiri da tre punti segnati.
Edwards ha superato l’ex compagno di squadra Karl-Anthony Towns con tre triple contro Denver (3 su 8), per lui 14 su 23 dal campo e anche 9 assist, Minnesota ha segnato 71 punti nel primo tempo e forzato 19 palle perse dei Nuggets di cui 7 del solo Nikola Jokic. Per i Timberwolves anche 22 punti di Julius Randle, una doppia doppia da 14 punti con 14 rimbalzi di Rudy Gobert e 7 uomini in doppia cifra.
Anthony Edwards ha giocato un mese di gennaio brillante, da oltre 29 punti di media e il picco di 53 punti contro i Pistons. Durante la partita contro Denver, una delle migliori della stagione dei Twolves, il telecronista di ESPN Mark Jones ha svelato un piccolo quanto interessante retroscena che ha interessato ovviamente Ant Edwards e Sua Maestà Michael Jordan.
“Mi è stato raccontato da qualcuno della sua cerchia, che Edwards tre settimane fa ha chiesto consigli a Michael Jordan su come affrontare e battere i raddoppi e i blitz delle difese su di lui. Ultimamente il fatto di essere raddoppiato così tanto era stato fonte di frustrazione per lui“. Edwards ha effettivamente faticato soprattutto in attacco in alcune fasi del gioco, senza più Towns in squadra in questa stagione, nelle letture offensive e nei finali di partita. A gennaio le cose sono decisamente migliorate, la star dei Twolves si è procurata più tiri liberi di media (7.8) e ha tenuto un super 45% da tre su oltre 9 tentativi. E gli assist? 5.6 a gara, ben oltre la sua media in carriera sebbene a fronte di 4.1 palle perse, ancora troppe.
Michael Jordan ha ovviamente affrontato durante la sua carriera ogni tipo di difesa all’epoca permessa dalle regole NBA. Negli anni ’80 e ’90 la difesa a zona era proibita ma erano permesse difese a uomo più aggressive, con più uso delle braccia e delle mani lontano dalla palla. In attacco il tiro da tre punti non era minimamente utilizzato come oggi e gli spazi erano più stretti, le aree dei 3 secondi ben più affollate. Contro MJ sono diventate celeberrime, anche grazie a un libro omonimo, le “Jordan Rules” che i Detroit Pistons dei Bad Boys di Isiah Thomas impiegavano, fatte di difesa soffocante, blitz e anche intimidazione fisica.
Scenari ben diversi da quelli che devono affrontare oggi i migliori esterni della NBA, che spesso vengono raddoppiati lontano dal canestro e sulle situazioni di pick and roll e isolamento. La scelta quindi di Edwards di rivolgersi al più grande di sempre, ma che ha giocato e vissuto una NBA diversissima per certi versi, rispetto a giocatori più recenti, è comprensibile certo, ma singolare.
È un buon tipo di basket, ma non è come voglio giocare, ovviamente. Ho solo 23 anni, non voglio solo passare la palla tutta la notte… Ma, dal modo in cui mi stanno marcando, penso che dovrei farlo.” Edwards aveva detto dopo una partita recente contro i Boston Celtics, sulla difesa delle altre squadre su di lui. “Quando mi raddoppiano, è sicuramente tipo, ‘Fratello, cosa sta succedendo?’ Cerco di capirlo… Non so cosa fare, onestamente, ma non è divertente. Non voglio sembrare che non ci sto provando o che non sono bravo come sono, perché lo sono, ma non posso dimostrarlo perché mi stanno raddoppiando“.

