Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsVan Gundy: no a Donovan Mitchell, sì a Luke Kennard

Van Gundy: no a Donovan Mitchell, sì a Luke Kennard

di Stefano Castagna
Wade su Mitchell

Ben dodici squadre hanno rinunciato alla possibilità di scegliere al draft la guardia degli Utah Jazz Donovan Mitchell. Alcune avevano buone ragioni e hanno preso altri giocatori con grande potenziale. Tuttavia, quasi un terzo dei dirigenti si sono persi qualcosa di speciale, non solo i Detroit Pistons. È facile dirlo ora, guardando Mitchell illuminare i parquet in cui gioca anche durante i playoffs, richiamando alla memoria degli appassionati proprio la scelta della franchigia della città dei motori di qualche anno fa…  I Pistons hanno preferito la guardia Luke Kennard decidendo di prendere un tiratore rispetto a un giocatore più atletico come Donovan Mitchell, ed in precedenza avevano scelto ancora una volta male con Milicic nel draft NBA 2003, rinunciando a Melo e Wade.

Ovviamente non sono la sola franchigia ad aver passato Donovan Mitchell, sono stati molto bravi gli Utah Jazz probabilmente con i loro scout: lo stesso non può dirsi dei dirigenti delle altre franchigie che hanno scelte altre guardie invece che lui quindi principalmente Charlotte e Detroit.

Perchè si sono fatti soffiare Donovan Mitchell?

Dobbiamo prima di tutto ricordarci che Van Gundy e il suo staff hanno avuto Donovan Mitchell per un allenamento e ne apprezzavano le caratteristiche fisiche. Ma sono stati colti da un grande dilemma: scegliere per il presente, ciò significa prendere il giocatore che serve di più alla squadra, o scegliere per il futuro, cioè prendere il giocatore che te credi sia il migliore in prospettiva?

Il problema diventa più complicato quando la persona che prende la decisione sta anche allenando la squadra. Ed è questo il problema con cui Tom Gores è alle prese ora.  Il proprietario dei Pistons, secondo quanto riportato da ESPN, è disposto a lasciare allenare Van Gundy per almeno un altro anno. Ma lui vuole nuove persone nel front office.

Quello che Van Gundy e il front office si sono fatti scappare è una potenziale superstar. Perché invece di pensare alla squadra che un giorno potrebbe essere, hanno pensato alla squadra che avevano già. E come Luke Kennard – in teoria – si adatta meglio ai giocatori che hanno già nel roster.

Errore Van Gundy?

Se Van Gundy pensava davvero che Kennard avesse un futuro migliore e margini di miglioramento più ampi di Mitchell, allora la logica di scegliere Kennard sarebbe stata giusta. Ma ha scelto Kennard per USA Today semplicemente perché si adattava meglio alla squadra. E ora sta pagando questa scelta. Anche se questo non è l’unico errore che ha fatto il front office di Van Gundy. Spendere $ 63 milioni per Jon Leuer e Langston Galloway è un grosso problema. Senza quei contratti, i Pistons avrebbero più spazio per manovrare attorno al grande affare per Blake Griffin e cercare di trovare giocatori migliori da aggiungere al roster. Così com’è, sono bloccati.

 Ora, se sani per la prossima stagione, i Pistons sono abbastanza forti da poter fare i playoff, e forse anche vincere una partita di playoff per la prima volta dal 2008. Ecco perché Gores è interessato a tenere Van Gundy come allenatore.  Ciò ha senso. È un buon allenatore con un buon curriculum, e dargli un altro anno per vedere cosa può fare con una squadra al completo è intrigante. Ma non sembra essere all’altezza della situazione per prendere decisioni che non sono solo del campo. 
I suoi errori non sono pochi: ha sbagliato al primo turno due volte – prendendo Stanley Johnson invece di Devin Booker – e si è fatto male da solo con un paio di acquisti di free-agent. Alla fine, il contratto di Griffin farà impantanare i Pistons che potrebbero dovergli più di $ 140 milioni nei prossimi quattro anni.
Tutto ciò lascia a Gores tre possibilità: ricominciare da zero, licenziare il direttore generale ma tenere coach Van Gundy o dare a  Van Gundy le chiavi di tutto per un altro anno. Una decisione potrebbe essere presa presto.

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