Si è risolta con un risarcimento danni complessivo di 28.5 milioni di dollari la causa intentata da Vanessa Bryant alla Contea di Los Angeles per la diffusione di immagini dal luogo dell’incidente aereo in cui persero la vita il 26 gennaio 2020 Kobe Bryant, la figlia allora 13enne Gianna Maria e altre 7 persone.
Nel risarcimento sono compresi gli oltre 15 milioni di dollari che il tribunale aveva già imposto alla Contea per la diffusione delle foto dello schianto, e dei poveri resti delle vittime, nell’agosto 2022.
La moglie della superstar dei Los Angeles Lakers aveva denunciato la Contea, lo sceriffo e il dipartimento dei vigili del fuoco per la diffusione di alcune foto che ritraevano i poveri resti delle vittime dell’incidente di Calabasas. Secondo gli avvocati di Vanessa Bryant, alcuni agenti avevano mostrato e conservato nei propri smartphone le fotografie, con il rischio tuttora presente che tali scatti potessero finire in rete e sui social network. Fotografie definite “gossip virtuale” e che nulla avrebbero avuto a che fare con i rilievi sul luogo dell’incidente di prassi parte delle indagini.
La causa era stata intentata per ottenere un risarcimento per danni morali, risarcimento che è stato accordato per 15 milioni di dollari anche a Chris Chester, marito e padre delle due vittime dello schianto Sarah e Peyton Chester.
Chris Chester riceverà un risarcimento danni complessivo di oltre 19 milioni di dollari, come stabilito dal tribunale. Le indagini hanno dimostrato che gli agenti che hanno scattato le immagini dal luogo dell’incidente le hanno poi diffuse tra gli altri impiegati dell’ufficio dello Sceriffo della Contea di LA e dei Vigili del fuoco, che a loro volta le hanno conservate nei propri smartphone e mostrate a parenti, coniugi e al barista di un locale dove alcuni tra loro si erano ritrovati, tra cui il vice-sceriffo.
Vanessa Bryant aveva già annunciato che parte del risarcimento verrà devoluto alla lla Mamba and Mambacita Sports Foundation, fondata dopo la morte di Kobe e della figlia Gigi. “Sin dal principio, l’obiettivo di Vanessa era quello di ottenere solo giustizia. Il nostro sistema giudiziario non le consente di migliorare le leggi e regole, né l’addestramento delle forze dell’ordine. Queste sono responsabilità del dipartimento dello sceriffo e dei vigili del fuoco, responsabilità che l’azione di Vanessa Bryant ha messo in chiaro“, così l’avvocata Luis Li in un comunicato, dopo la decisione del Jury di agosto.
“Oggi è il culmine della coraggiosa battaglia della signora Bryant per ritenere responsabili coloro che si sono indaffarati in questa condotta macabra“, ha dichiarato l’avvocata di Vanessa Bryant. “Ha combattuto per suo marito, sua figlia e tutti coloro che la comunità la cui famiglia defunta è stata trattata con simile mancanza di rispetto. Speriamo che la sua vittoria al processo e questo accordo pongano fine a questa pratica“.

