Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsViolenze a Minneapolis, la NBA posticipa Timberwolves-Warriors

Violenze a Minneapolis, la NBA posticipa Timberwolves-Warriors

di Michele Gibin

La NBA ha deciso di rinviare la partita in programma a Minneapolis tra i Timberwolves e i Golden State Warriors, per ragioni di sicurezza e ordine pubblico dopo la morte di un uomo di 37 anni, ucciso da alcuni agenti della polizia federale ICE nella giornata di sabato al termine di un confronto, e nel “teatro” delle proteste e degli scontri tra la cittadinanza e gli attivisti, e il corpo di polizia anti immigrazione. La partita avrebbe dovuto iniziare sabato alle ore 23:00 ora italiana.

La situazione di grandissima tensione a Minneapolis, esplosa dopo l’omicidio della 37enne Renee Nicole Good, uccisa da tre colpi d’arma da fuoco il 7 gennaio scorso, sparati da un agente ICE mentre la donna era a bordo della sua auto e faceva manovra, su richiesta degli agenti durante un’operazione. Oggi un altro episodio di violenza urbana che entra anche direttamente nello sport americano con il rinvio di una partita per motivi d’ordine pubblico. La partita verrà recuperata salvo ulteriori problemi, tra 24 ore domenica, alle 00:30 ora italiana.

Sono ancora pochi gli elementi che chiariscano che cosa sia davvero successo, la vittima sarebbe il 37enne Alex Pretti, un infermiere, come riportato da Associated Press che cita i genitori dell’uomo. In alcuni video amatoriali pubblicati in rete e rilanciati dai media si vede un gruppo di poliziotti circondare una persona e gettarla a terra, una colluttazione molto confusa che dura alcuni secondi, fino al momento degli spari, almeno una decina. Dopodiche, gli agenti si allontanano dal posto dove resta invece il corpo di Pretti. Le autorità hanno annunciato che l’uomo era armato di pistola e che gli agenti hanno agito “per difesa contro una potenziale minaccia armata” ma non è ancora chiaro cosa sia accaduto.

Minneapolis è teatro da tre settimane delle proteste, ben documentate da video e media, contro le operazioni anti immigrazione clandestina dell’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), polizia federale accusata di metodi brutali contro persone inermi e contro i manifestanti. Venerdì a Minneapolis è stato indetto uno sciopero contro le violenze e la presenza dell’ICE in città, e il sindaco e il governatore dello stato del Minnesota hanno chiesto alla polizia di cessare le operazioni e lasciare la città. Il governo USA appoggia e sostiene l’operato della forza federale, e chiede alla polizia e alle istituzioni locali di “cooperare” per spegnere delle tensioni ormai altissime. Il presidente Donald Trump, al solito netto, ha dichiarato che i politici locali “soffiano sul fuoco dell’insurrezione con la loro retorica“.

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