Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsWarriors abbiamo un problema: la panchina è scarsa. E Indiana ne approfitta

Warriors abbiamo un problema: la panchina è scarsa. E Indiana ne approfitta

di Michele Gibin
warriors panchina

I Golden State Warriors hanno perso la seconda partita di fila in trasferta, per 114-109 contro i reduci degli Indiana Pacers dopo aver lasciato giù quella a Milwaukee contro i Bucks senza Antetokounmpo. E rendendo chiaro quale sia il problema che potrebbe spezzarne i sogni di gloria, ovvero la panchina.

Non quella di Steve Kerr che è saldissima. Quella però da cui si alza per giocare un curioso mix di giocatori semi bolliti (Gary Payton II, Buddy Hield, il decano Al Horford), o che si ritengono più forti di quando non siano (Brandin Podziemski). Oppure semplicemente dei carneadi dai noi esotici, Quinten Post, Gui Santos, persino Pat Spencer e i suoi baffi alla Guglielmo II.

Contro i Pacers gli Warriors sono riusciti a sprecare un vantaggio in doppia cifra nel quarto periodo, 99-89 a 7 minuti dalla fine dopo una schiacciata di Jonathan Kuminga, 104-93 due minuti più tardi dopo una tripla di Steph Curry. Golden State ha poi segnato 5 punti in 5 minuti e ne ha subiti 19 da Indiana, con Quenton Jackson, Aaron Nesmith e Pascal Siakam a segnare e difendere. Proprio Siakam ha siglato la tripla del 112-109 a 35 secondi dal termine ed è stato poi un Quenton Jackson da 25 punti e 10 assist a chiudere.

Per Golden State, Curry, Butler e Kuminga hanno prodotto, segnando in tre la metà dei punti totali di squadra. Non una novità, contro i Bucks due giorni prima il trio aveva segnato 75 dei 110 punti finali degli Warriors. Steph Curry ha però tirato male contro Indiana, 8 su 23 al tiro e 4 su 16 da tre perdendo anche 5 palloni in 29 minuti.

Una partita quella contro i Pacers in cui s’è visto chiaro ancora una volta come questa squadra, al netto del valore dei primi due-tre giocatori, resti comunque a un raffreddore di Steph Curry dal dover affrontare enormi problemi. Steve Kerr, proprio per non finire Steph, utilizza una rotazione a 9-10 giocatori che lo forza a dare minuti a giocatori di terzo piano e che spesso sono in campo nel quarto periodo. Quinten Post e Gui Santos sono per ora i vincitori della riffa mentre Podziemski fa dentro e fuori dal quintetto base.

Golden State è 24esima per punti dalla panchina, una panchina che commette un mare di palle perse (7.1, 26esima) e che è 23esima per plus\minus e per percentuale al tiro. Buddy Hield sta tirando col 28% da tre e Payton II fa ormai fatica a restare in campo. Un problema di coperta corta per gli Warriors, ed è un peccato perché seppur con alcune acrobazie, il quartetto Curry-Butler-Green-Kuminga sta funzionando, con un net rating di +12.3 per 100 possessi. Il problema – o meglio il limite – è cosa metterci attorno e soprattutto alle spalle per altre 75 partite.

E no, il rientro di De’Anthony Melton da un lungo infortunio difficilmente sarà la risposta.

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