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Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Warriors in campo? Curry: “Difficile giocare partite senza significato”

Warriors in campo? Curry: “Difficile giocare partite senza significato”

di Francesco Catalano

I Golden State Warriors sarebbero pronti a ripartire insieme alle altre squadre per la ripresa della stagione NBA?

Qualche giorno fa sia l’head coach Steve Kerr che il proprietario Joe Lacob hanno sostenuto che nel caso la stagione ripartisse con la regular season e quindi con tutte le 30 squadre al completo, i Dubs sarebbero pronti. Anche se negli ambienti privati, qualche malumore è sorto come ha rivelato Adrian Wojnarowski.

In effetti, gli interrogativi ci sono. Gli Warriors sarebbero l’unica squadra automaticamente già fuori dalla corsa per i playoffs. Che senso avrebbe tornare in campo per qualche manciata di partite? Questi incontri per gli ex campioni NBA non avrebbero alcun senso. Anzi, ci sarebbe il problema di rischiare giocatori come Steph Curry che sono rientrati poco prima della sospensione e il cui obiettivo è quello di tornare forte per la prossima stagione.

L’unico motivo tecnico e tattico per provare a giocare qualche partita sarebbe quello di iniziare a vedere in campo una eventuale intesa tra Curry e Andrew Wiggins. Però ne varrebbe la pena? Affrontare un lungo ed estenuante training camp solo per giocare qualche partita senza significato può risultare inutile.

In questo senso, il numero 30 dei Dubs ha accolto le parole di Damian Lillard. Il leader dei Portland Trail Blazers aveva dichiarato che non sarebbe sceso in campo se la sua squadra non avesse avuto la possibilità di giocarsi i playoffs. Al momento le sue richieste sembrano accontentate. Infatti la NBA sembra lanciata verso l’idea di fare un torneo play-in per determinare gli ultimi posti per i playoffs.

In ogni caso, la questione posta da Lillard vale a maggior ragione per gli Warriors. Già certi di non fare parte della post-season. Questo principio lo ha ribadito lo stesso Steph.

“Capisco quello che sta dicendo” ha detto Curry riferendosi a LIllard. “Mentalmente è difficile giocare dopo questa lunga pausa e prepararti per partite che non contano. E’ difficile pensare ‘Vado a dare il massimo e competere senza remore’ e sapere che dopo cinque partite siamo comunque in off-season”.

Logicamente, giocare qualche partita priva di significato sarebbe inutile e controproducente per i ragazzi della Baia. Ecco perché infatti la NBA sta pensando di coinvolgere nella cosiddetta bolla di Orlando solo 22 squadre. E’ difficile pensare che gli Warriors sarebbero scontenti nel caso fosse definitivamente approvata questa linea.

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