Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsPelicans, David Griffin: “Zion Williamson giocherà da ala piccola con Adams in campo”

Pelicans, David Griffin: “Zion Williamson giocherà da ala piccola con Adams in campo”

di Gabriele Melina
Zion Williamson

La stagione NBA 2020\21 è oramai alle porte, e per i New Orleans Pelicans ciò significa una sola cosa: poter schierare la prima scelta assoluta al draft del 2019 Zion Williamson sin dall’inizio. L’ex Duke ha passato la scorsa annata più ai box che effettivamente in campo, causa una serie di complicazioni al ginocchio che spesso lo hanno tormentato nel corso della sua giovane carriera.

Nel mentre Williamson ha trascorso gran parte del suo tempo a rimettersi in forma, il front office dei Pelicans ha effettuato qualche cambiamento alla franchigia nella speranza di ottenere risultati migliori: innanzitutto, l’esonero di coach Alvin Gentry e la firma di Stan Van Gundy, poi lo scambio a quattro che ha portato Jrue Holiday ai Milwaukee Bucks ed il lungo Steven Adams a New Orleans, infine l’estensione contrattuale per mantenere in squadra l’ala All-Star Brandon Ingram.

Insomma, con qualche movimento qua e là, il vice presidente esecutivo David Griffin ed il resto dello staff hanno apparecchiato la tavola in vista di un ritorno in piena forma per Zion Williamson. In una recente intervista, Griffin ha commentato quale ruolo avrà il ventenne in squadra e come si inserirà nel probabile nuovo sistema di gioco.

Pelicans, David Griffin: “Zion Williamson giocherà da tre con Adams in campo”

La recenti mosse di mercato hanno portato in casa Pelicans tutto tranne che del tiro da tre punti, quest’ultimo uno degli aspetti del gioco più valorizzati negli ultimi anni. La scelta da parte di New Orleans di andare contro tendenza risiede nella versatilità dello stesso Williamson: difatti, secondo quanto riportato da David griffin, potremmo veder giocare l’ex Duke come ala piccola.

“Le persone tendono ad identificarlo (Zion, ndr) solo ed esclusivamente come un lungo. In realtà, quando lo abbiamo scelto al draft uno degli aspetti che più ci ha colpito è la sua versatilità. Non c’è una posizione tra le cinque esistenti capace di definirlo. Siamo ansiosi di veder giocare Zion da tre e di farlo difendere l’ala piccola avversaria”.

Griffin fa’ anche riferimento ad un dato alquanto interessante riguardante la scorsa stagione: uno dei quintetti più produttivi dei Pelicans ha visto Williamson ed un altro lungo senza tiro da fuori area, Derrick Favors, giocare insieme contemporaneamente. Tale quintetto è rientrato statisticamente nei migliori quattro dell’intera lega, perciò dopotutto l’innesto di Adams al posto di Favors non dovrebbe causare scompiglio.

Anzi, come lo stesso Griffin ha voluto ribadire, uno dei punti forti dell’ex centro dei Thunder è la capacità di impostare blocchi nel modo corretto. “Uno dei motivi principali per cui abbiamo portato Steven Adams in squadra sono le sue doti da bloccante. Le sue capacità sono da livello elitario, è capace di fare blocchi sia sulla palla che lontano da essa. In un contesto del genere, Zion potrebbe essere usato come tagliante a partire dal lato debole, oppure come portatore primario del pallone”.

Uno dei pregi di Williamson sono le sue doti da finalizzatore a canestro. Coach Van Gundy di ciò ne è consapevole, ed è per tal motivo che una volta acquisita la massima forma fisica, il ventenne passerà molto meno tempo in post-basso a favore di un maggiore dinamismo offensivo di cui lo stesso Zion sarà il perno fondamentale.

Le statistiche in merito alla scorsa stagione, seppur limitate e non completamente veritiere, supportano pienamente tale tesi: Williamson è stato una delle matricole più efficienti di sempre, mettendo a referto 540 punti in 668 minuti. Del totale dei tiri tentati, il 93.1% è arrivato all’interno del pitturato. In sole 24 gare, inoltre, l’ala dei Pelicans ha mantenuto una media 22.3 punti e 6.5 rimbalzi, con un eccellente 58.3% dal campo.

Si può quindi dedurre che, almeno per ora, Zion Williamson appartiene ed è alquanto vincolato al pitturato, aspetto però da non considerare negativamente a priori: con un sistema a lui funzionale costruitogli attorno, l’ex Duke può garantire quel salto di qualità di cui i Pelicans tanto necessitano.

Infine, il vice presidente Griffin ha voluto concludere con una considerazione personale nei confronti di Williamson. “Tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto ad un livello storicamente elevato. Non bisogna soffermarsi su cosa deve migliorare, ma piuttosto bisogna concedergli le giuste opportunità sul campo, che nella scorsa stagione non ha avuto per via di alcuni infortuni, così che possa dare del suo meglio”.

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