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Nikola Vucevic può riportare i Bulls ai playoffs?

di Giovanni Oriolo
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Ieri, alle 20:00, è ufficialmente scaduto il termine utile per effettuare scambi. Diversi i nomi interessanti che si sono mossi (da Powell a Rondo, da Oladipo a Hill). Ma a fare da protagonista è stato l’esodo da Orlando, che ha visto partire Aaron Gordon, Evan Fournier, ma soprattutto Nikola Vucevic. Il centro montenegrino era l’uomo franchigia e intoccabile dei Magic (almeno secondo quanto riferivano diverse fonti interne fino a ieri). L’offerta arrivata dai Chicago Bulls, e probabilmente la volontà del giocatore, hanno però fatto si che il team della Florida e Vucevic si dicessero addio.

I risvolti della trade

Allora partiamo dalla trade. A Chicago arrivano Vucevic e Al-Farouq Aminu, mentre a Orlando vanno Wendell Carter Jr, Otto Porter Jr e due prime scelte (2021, 2023). Il prezzo pagato dalla squadra dell’Illinois è forse troppo alto. Ma Karnisovas e il suo staff avevano dichiarato che i Bulls facevano sul serio e il bisogno di aggiungere una stella di quel calibro per puntare ai playoffs dopo anni di assenza era assoluta. Nikola ha 30 anni, ben due convocazioni all’All-Star Game e ha giocato i playoffs nelle ultime due stagioni con i Magic. Sicuramente rispetta la descrizione del giocatore che il front office dei Bulls cercava.

Da un punto di vista salariale questa è un mossa che bloccherà probabilmente il prossimo mercato dei Bulls. Il centro europeo, infatti, guadagnerà 72 milioni di dollari nei prossimi 3 anni. Mentre Aminu ha un contratto di due anni per quasi 20 milioni di dollari. L’ala nigeriana è reduce da un brutto e lungo stop, ma è un giocatore esperto e che se in forma potrebbe sicuramente dare una mano, soprattutto in fase difensiva.

Nikola Vucevic

Nikola Vucevic in azione.

Questa si può comunque considerare una trade win-win. Per i Magic, ormai in ricostruzione, non aveva senso tenere una stella contenta e che si sarebbe svalutata. Da Chicago arriva il mega contratto di Porter (28 milioni), che è però in scadenza quest’anno e quindi poco grave. Un giovane che non è ancora riuscito ad esprimersi, ma che a Orlando potrebbe lavorare senza pressione come Carter Jr. Ma soprattutto due prime scelte molto importanti.

Cosa può dare Vucevic ai Bulls

Partiamo dall’ipotetico quintetto: Satoransky, LaVine, Williams, Markkanen e Vucevic, con Arcidiacono, White, Valentine/Temple, Young e Theis i principali giocatori in uscita dalla panchina. L’arrivo del lungo All-Star e del centro tedesco porta sicuramente maggior presenza sotto i tabelloni, maggiore intelligenza offensiva e duttilità dei giocatori sostituiti. In più i due giocatori europei sanno anche spaziarsi meglio e liberare di più l’area per le penetrazioni di LaVine o le giocate di Markkanen. La cessione di Carter e Gafford, che sicuramente è un upgrade nella metà campo offensiva, i Bulls la pagheranno in quella difensiva. Perché la difesa non è mai stata una qualità di Vucevic, mentre Gafford è un giocatore più di sistema (che Chicago non ha a differenza di Boston) con minori doti atletiche e fisiche dei due ex Bulls.

Per limitare i danni in difesa è possibile che coach Donovan farà giocare diversi minuti Vucevic con Young e Markkenen con Theis. Young è un’ala grande che ha centimetri e chili per difendere anche sui centri NBA. Caratteristiche che gli permetteranno di coprire le lacune del montenegrino assolvendolo di molte responsabilità difensive così da potersi concentrare in fase offensiva. Anche nella metà campo d’attacco i due si sposano bene. Young sa stare bene in angolo, ma se serve andare a rimbalzo ci sa fare (viaggia attualmente a 6.4 rimbalzi a notte con ben 5 doppie doppie). I due sono lunghi che sanno anche creare discretamente per se e per gli altri come mostrano i 4.3 assist di media di Young e i 3.8 di Vucevic.

La coppia Markkanen-Theis potrebbe soffrire di più ma potrebbe essere spesso in campo insieme a Patrick Williams (probabilmente il miglior difensore della squadra). Il prodotto di Florida State è un’ala versatile che può cambiare su tutti i ruoli (o quasi). Vista la comunque buona l’intelligenza difensiva di Theis potrebbero riuscire a contenere i danni nella loro metà campo.

Vucevic e LaVine, il tandem giusto per Chicago?

Vista la cessione di Carter, il probabile addio in estate di Markkanen (che diventerà restricted free agent), l’incostanza di White e un Williams ancora al primo anno, il progetto giovani sembra essersi ormai arenato in casa Bulls. Le due stelle e giocatori su cui girerà la squadra attualmente e nel futuro prossimo sono Vucevic e LaVine. Dall’intesa tra i due passeranno tutte le fortune dei prossimi anno di Chicago.

Della difesa abbiamo già parlato (sicuramente Donovan su quel lato dovrà lavorare tanto). Passiamo nell’altra metà campo. I due stanno vivendo una grande stagione, entrambi All-Star e nella loro miglior stagione statisticamente parlando in carriera. La guardia ex T’Wolves sta realizzando 28.1 punti, 5 rimbalzi, 4.9 assist, tirando con il 44% da 3 e il 52% dal campo di media. Mentre il lungo 30enne viaggia a 24.5 punti, 11.8 rimbalzi, 3.8 assist, 1 rubata, tirando con 40% da da 3 e il 48% dal campo. I numeri ci sono, ma li facevano in due squadre diverse dove erano il nucleo in cui tutto girava. Ora dovranno convivere e condividere lo stesso pallone.

Sicuramente, come detto anche sopra e come mostrano la percentuale dal perimetro, Vucevic è un lungo che non ha problemi a spaziarsi e ad aspettare il pallone per tirare da 3. Quindi LaVine avrà ancora le sue penetrazioni. Un giocatore come Nikola Vucevic non può ridursi a restare in angolo ad aspettare (anche perché hanno già Markkanen che lo può fare). Ma è proprio sotto canestro che serve la sua presenza e dove i Bulls stanno soffrendo molto.

Aumenteranno sicuramente i pick and pop. Soprattutto quando sanno in campo insieme al finlandese, le difese dovranno stare attente perché le possibilità di chiudere l’azione sono 3. Zach che chiude al ferro, Vucevic che chiude il pick and pop o lo scarico per Lauri in angolo (con Carter o Gafford il secondo pericolo non esisteva). In più il lungo ex Magic è un giocatore molto intelligente offensivamente e discreto passatore, quindi aumentano le opzioni offensive e i creatori di gioco dei Bulls.

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Zach LaVine, assieme a Vucevic, comporrà il nuovo portante dei Bulls.

La stagione della franchigia dell’Illinois era partita con l’idea di far crescere ancora i giovani e lottare fino alla fine per i playoffs. Ma, una volta confermato il play-in e visto che i giovani non davano certezze, Karnisovas ha deciso che era ora di dare un’accelerata. Con la trade di Vucevic, ora i Bulls devono fare i playoffs, e forse, già uscire al play-in potrebbe essere un fallimento. Con quel talento offensivo in un Est comunque non impossibile entrare in post-season nelle prime 8 diventa obbligatorio.

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