Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksNon c’è pace tra DeAndre Jordan e i Mavericks

Non c’è pace tra DeAndre Jordan e i Mavericks

di Paolo Sinacore

Che la partita di Dallas fra i Mavs e i Clippers fosse una sfida interessante fra 2 team che puntano dritto ai playoffs si sapeva. Ma sappiamo tutti che l’attesa attorno a questo match è cresciuta a dismisura da quando, in estate, DeAndre Jordan prese in contropiede gli addetti ai lavori con la decisione in extremis (molto impopolare fra i tifosi texani) di rifirmare con i californiani.Dirk e DeAndre non se le mandano a dire sotto canestro!

Quattro mesi possono sembrare tanti, troppi per continuare a perder tempo attorno a questa vicenda. Le 2 squadre hanno cambiato tanto in offseason, e sono attualmente alla ricerca di equilibri e nuove certezze per cominciare a rincorrere i rispettivi obiettivi. Ma evidentemente di acqua sotto i ponti non ne è passata abbastanza.

I Mavericks, trascinati da un infallibile Nowitzki, si sono presi la loro rivincita sul parquet dopo che nelle settimane precedenti l’esuberante proprietario Mark Cuban si era prodigato a scaldare a dovere l’ambiente in vista del tanto bramato appuntamento. Fra le provocazioni tirate fuori da Cuban ha fatto scalpore quella riguardante gli sms scambiati con Jordan nei giorni antecedenti la firma con i Clippers (come prova del tradimento del giocatore), che provvederà a pubblicare al momento più opportuno (e c’è da credergli, visto il personaggio).

In questo clima effervesciente non hanno fatto tanto rumore i fischi riservati a Jordan dai presenti all’American Airline Center (“Credevo sarebbe stato molto peggio, onestamente” ha affermato il centro), quanto le dichiarazioni a fine partita di 2 protagonisti come Chandler Parsons e l’insospettabile coach Rick Carlisle. L’ex Rockets ha gettato benzina sul fuoco sostenendo che “Jordan non è una priorità per noi. E a giudicare dai giochi dei Clippers, non lo è neanche per loro.

Al colpo basso di Parsons si è accodato coach Carlisle, che nel tentativo di elogiare Zaza Pachulia (in pratica la scelta di ripiego nel ruolo di pivot dopo il fallimento della tanto citata trattativa), non si è risparmiato un’ulteriore punzecchiata: “Il nostro centro è un tiratore di liberi da 90% (chiaro riferimento al più lampante punto debole di DeAndre). E noi lo adoriamo, per il suo basketball IQ e per la sua purezza cestistica. E’ un veterano che vuole essere parte di qualcosa più grande di lui, e ama vincere.

La disputa sembra essere lontana dal capitolo finale. A smorzare i toni ci sta pensando lo stesso Jordan, che continua a non rispondere direttamente alle accuse o alle provocazioni velate che continuano ad arrivare da Dallas. E a fine partita persino Cuban, probabilmente rabbonito dalla vittoria, ha precisato che le frecciatine delle ultime settimane erano state scagliate col solo scopo di divertirsi… Sarà, ma probabilmente ci sono in giro parecchi appassionati curiosi di scoprire il contenuto dei celeberrimi sms tanto pubblicizzati dal proprietario dei Mavericks.

Per NbaPassion,

Paolo Sinacore

You may also like

Lascia un commento