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La ‘no-trade clause’ lega (forse) a vita LeBron ai Cavs?

di Mario Tomaino

“Sono tornato per restare e vincere“. Era questa la sintesi del messaggio mandato da LeBron James all’intero Stato dell’Ohio non appena tornato dalla parentesi di Miami che lo ha visto in breve tempo maturare sotto l’aspetto mentale e tecnico. A distanza di circa 2 mesi dalle Finals 2016, possiamo sicuramente dire che il “vincere” è stato pienamente raggiunto, adesso tocca al “restare”.

Non che ci siano stati dubbi sulla sua permanenza a Cleveland nonostante diverse settimane di trattativa con la dirigenza dei Cavs, anzi, ma negli ultimi giorni sono emersi ulteriori particolari legati al contratto firmato dalle parti che fanno effettivamente pensare che ‘Il Prescelto‘ possa seriamente chiudere la carriera a Cleveland.

LA NO-TRADE CLAUSE

Di fatto, come molte fonti confermano dagli USA (che potete trovare QUI), nel nuovo e ricchissimo contratto che lega LeBron James ai Cavs per i prossimi 3 anni alla modica cifra di 100 milioni di dollari sembrerebbe proprio essere presente una clausola finora inedita per il nativo di Akron. Stiamo parlando della ‘no-trade clause’, una “vocina” apparsa solamente in una ristretta cerchia di contratti prima d’ora.
6 per la precisione, firmati da gente come Kobe Bryant, Dirk Nowitzki, Carmelo Anthony, Kevin Garnett, Dwyane Wade e Tim Duncan. Una clausola rara per oggettive ragioni di regolamento, che può essere inserita nel contratto soltanto dopo aver trascorso almeno 8 stagioni nella lega, di cui 4 almeno nello stesso team.
Un requisito che LeBron James aveva già raggiunto nella prima parentesi con i Cavs e che diversi motivi aveva deciso di non inserire ma che adesso, prossimo a compiere 32 anni con il tanto agognato titolo portato a Cleveland oramai presente in bacheca, è sembrato il momento giusto per farlo.

CONTRATTO A VITA?

 

Diciamocelo chiaramente: chi sarebbe così folle da voler tradare LeBron James, specie in questo momento storico? Praticamente nessuno. Dovrebbero sussistere condizioni davvero drammatiche affinchè la dirigenza di Cleveland decida di operare in tale direzione. E le conseguenze sarebbero ad ogni modo devastanti. Eppure la clausola sembra comunque essere presente nel contratto, a simboleggiare il legame ormai indissolubile creatosi tra la franchigia e il suo giocatore simbolo. Un legame che, salvo clamorosi colpi di scena, continuerà a rimanere forte e indissolubile e, considerata l’età ormai avanzata del 3x campione NBA, si può tranquillamente ipotizzare una permanenza del ‘King‘ a Cleveland fino alla fine della sua carriera.

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