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Da diverso tempo in casa Chicago Bulls,  si parla di ricostruzione, una ricostruzione ed una rinascita che in questa stagione erano tanto attese dai tifosi della franchigia dell’Illinois. Con l’arrivo in estate di Wade e di Rajon Rondo dal mercato free agent e di Micheal Carter-Williams dai Milwaukee Bucks, oltre ad alter firme e trade (come quella per Robin Lopez con Rose a New York) la dirigenza si attendeva un grande salto di qualità  e una squadra decisamente più competitiva rispetto alle ultime stagioni tra alti e bassi, e qualche infortunio di troppo. Ma per ovvi motivi di alchimia non è andata così: il giocatore che in primis è finito in discussione sarebbe proprio Rajon Rondo. 

Le stesse parole di Rajon Rondo dopo essere stato escluso dalle rotazioni da Hoiberg in favore di Grant e Carter-Williams, sono state eloquenti. Un confronto è arrivato con la dirigenza, e Rondo continua a restare seduto in panchina.

Rajon Rondo

Tutto questo è anche e sicuramente dovuto alla presenza contemporanea di Wade e Butler che sicuramente non fanno esprimere alla perfezione il credo cestistico di Rajon Rondo, che non avendo tiratori al suo fianco fatica con la palla in mano a creare linee di passaggio e fatica in difesa. Ma anche e soprattutto per la testa di Rondo: il ragazzo non sembra essersi calato alla perfezione nel sistema Bulls, fatica ad inserirsi negli schemi offensivi, rallentando l’azione in transizione e contro i Pacers ha dato l’ennesima prova che quando non è concentrato al 100% diventa un giocatore dalle numerose palle perse (e non è un caso che quando Carter Williams ha preso il suo posto i Bulls abbiano ricucito lo strappo che si era creato).

Per questo motivo Hoiberg gli ha preferito Carter Williams: proprio perché dà un apporto migliore in questo momento per quanto riguarda palle rubate, stoppate e sopratutto nella metà campo difensiva. Una trade porterà ora definitivamente Rondo lontano da Chicago?

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