Gli Houston Rockets stanno vivendo un inizio di stagione davvero difficile e quantomai inaspettato, che è costato a coach McHale il licenziamento dopo poche partite di regular season. Nella notte scorsa è arrivata la sesta vittoria in 16 partite per i texani, che hanno battuto a domicilio non senza difficoltà i Philadelphia 76ers, unica squadra dell’intera Lega che non ha ancora nessuna W in stagione.
L’inizio complicato dei Rockets è coinciso con il brutto avvio della loro superstar, quel James Harden che l’anno scorso ha conteso fino all’ultimo il premio di MVP della stagione al magnifico Stephen Curry. L’ex Thunder, si è prontamente riscattato ed ora sta letteralmente trascinando i suoi, predicando spesso nel nulla e giocando praticamente da solo. Il Barba ha archiviato la pratica Sixers siglando una prestazione fuori da ogni logica: 50 punti con il 50% dal campo, conditi da 9 rimbalzi e 8 assist, mandando un chiaro segnale a tutti che non ha intenzione di vivere una stagione nell’anonimato.
Harden ha così scritto la storia del club, diventando il primo giocatore nella storia della franchigia a realizzare 3 partite con almeno 50 punti. Il sito nbastats.com riporta come mostri sacri del passato (Hakeem Olajuwon, Moses Malone ed Elvin Hayes) si siano fermati a 2 gare oltre i 50 centri in una partita, testimoniando come la guardia arrivata da Oklahoma City faccia già parte dell’olimpo dei Rockets.
Ora Houston è chiamata a dare una decisa sterzata a questo 2015/2016, perché la Western Conference non permette errori e la posizione dei texani è tutt’altro che invidiabile. Harden ha dato dei segnali importanti, il resto del roster saprà lasciarsi alle spalle i problemi e venire fuori da questa difficile situazione?

