Manca poco alle 21, orario in cui scadrà la possibilità di migliorare le proprie squadre attraverso gli scambi. In questi giorni, Danny Ainge si sarà chiesto che strada seguire per i suoi Celtics: aspettare l’estate per intervenire, o cercare di prendere un All-Star già ora per poter lottare per il titolo?
Analizziamo nel dettaglio la situazione della franchigia del Massachusetts.
Intervenire ora sul mercato?
Questa è sicuramente l’opzione più gradita ai fan di Boston. Al momento, i giocatori che potrebbero rendere Thomas e compagni davvero competitivi sono quattro: Carmelo Anthony, Blake Griffin, Paul George e Jimmy Butler.
Per quanto riguarda i primi due, sembra che Boston non sia stata mai davvero interessata a imbastire una trade. Probabilmente Ainge non è convinto della convenienza dell’affare, sia per l’ammontare dei soldi che percepiscono (sopratutto il n°7 dei Knicks), sia per l’integrazione che necessaria all’interno degli schemi di Brad Stevens.
Discorso diverso invece per PG e Butler. I due giocatori che hanno ben figurato all’All-Star Game potrebbero diventare decisivi per il cammino dei Celtics. Sopratutto Butler non ha uno stipendio da vero “uomo franchigia”, e quindi lascerebbe lo spazio salariale che i Celtics si sono costruiti nel tempo per cercare un importante free agent in estate (così come hanno fatto con Kevin Durant lo scorso anno).

Uno dei desideri dei Celtics, Jimmy Butler, batte in palleggio Marcus Smart, uno dei possibili sacrificati per arrivare al numero 21 dei Bulls.
Ma, oltre alla scarsa volontà di Indiana e Chicago di privarsi dei loro giocatori migliori, la domanda che perseguita Ainge è la seguente: “Vale la pena cambiare pezzi importanti dello scacchiere di Stevens, più una (se non due) delle prime scelte del prossimo Draft (che ha giocatori molto talentuosi), per un All Star?”. Boston perderebbe Crowder, uno tra Bradley e Smart (se non entrambi), la prima scelta dei Nets e un’altra chiamata al primo turno. Il dilemma diventa più problematico poiché è da stabilire se basta un solo grande giocatore per colmare il gap con Cleveland e Golden State. Infatti, negli ultimi sei anni, la formula per arrivare nelle Finals è stata sempre la stessa: avere LeBron James nel proprio roster.
E se si aspettasse l’estate?
Potrebbe essere la soluzione più conveniente per Boston. Prendere adesso uno dei nomi capaci di innalzare parecchio il livello della squadra implica forse un sacrificio troppo grande. Le statistiche inoltre prevedono Boston conservare il secondo posto a Est e arrivare nelle finali di Conference, quindi il roster è comunque ottimo.
Con la prima scelta dei Nets, Ainge si assicurerebbe un giocatore di gran talento, e andrebbe a cercare uno dei forti free agent disponibili, senza sacrificare sia Bradley (gran difensore che viaggia anche con 17.7 punti a partita e 6.9 rimbalzi) che Crowder (che viaggia col 40% da 3). Così ci sarebbero due innesti che davvero porterebbero Boston alla pari dei Cavs e di Golden State.
Probabilmente Boston rimarrà ferma sul mercato, e forse è la scelta più giusta.


1 commento
Si ma poi aspettando che la prima scelta “maturi” intanto quelli che ha adesso caleranno, Horford penso abbia ancora due anni a livelli altissimi. Isaiah rischia di fare la fine di Rondo. Quando hai un fuoriclasse in squadre bisogna dargli giocatori ottimi con cui giocare fin da subito, per evitare che calino le sue prestazioni (dovute al fatto di predicare nel deserto) o che voglia cambiare aria. E’ vero che sono tutti piuttosto giovani ma è anche vero che (come avvenuto per Durant) non è detto che un ottimo free agent decida di andare ai Celtics questa estate. Io Butler proverei a prenderlo per poi provare comunque a prendere un free agent con tutto lo spazio salariale rimasto a disposizione, con Smart e Crowder sacrificati. Thomas – Bradley — Butler – Horford e un free agent estivo a comporre un quintetto da urlo. Io farei così, ma io ci capisco molto meno di te che hai scritto questo articolo e soprattutto di Danny 🙂