Il reparto lunghi degli Spurs sarà la chiave della prossima stagione: lo sa Duncan, che come al solito si è messo a disposizione del suo allenatore per questo, forse (e speriamo di no), last rodeo; lo sa Peter Holt, che a tutti i costi ha voluto rivoluzionare il roster degli Spurs; lo sanno Popovich e la dirigenza di San Antonio, che sul mercato hanno totalmente rivoluzionato il reparto, cedendo giocatori come Thiago Splitter e Aaron Baynes (importanti per il gioco degli Spurs ma non determinanti) ed inserendo dei veri e proprio campioni come David West, Boban Marjanovic e un certo LaMarcus Aldridge. Ed è proprio dal lavoro, in campo e non, di quest’ultimo che passeranno le sorti della stagione della squadra di Popovich.
Quando gli Spurs hanno convinto LaMarcus Aldridge ad andare a giocare in Texas, nonostante le qualità del giocatore, sapevano che vi sarebbero stati alcuni problemi tattici. Il suo “tenere troppo il pallone”, cosa non permessa a nessuno Spurs, il lavorare sul blocco a sinistra, zona spesso coperta da Tim Duncan, e quel “guardare tanto alle proprie statistiche” (cosa che gli ha fatto prendere molti tiri in carriera) molto “Un-Spursy”. Problemi tattici, di convivenza con gli altri lunghi, con la mentalità degli Spurs: eppure a San Antonio non vedono l’ora di iniziare a lavorare su e con LaMarcus Aldridge.
Il sistema equal-opportunity di San Antonio non è e non sarà la soluzione adeguata con un giocatore come Aldridge, ma gli Spurs non potevano farsi rubare un giocatore come lui nell’estate ove, con la rifirma di Duncan e il relativo nuovo ingaggio, Popovich poteva riuscire a riavere dal mercato dei free agent una vera e propria stella. Inevitabilmente però, perchè il connubio sia positivo, entrambe le parti, Spurs ed Aldridge dovranno venirsi in contro. Questa analisi di grantland.com può far capire come.
“LaMarcus non sarà quello visto a Portland, e gli Spurs non saranno quelli degli anni scorsi. Dobbiamo ancora capire come Aldridge giocherà a San Antonio riuscendo a rendere come lui è capace di fare, facendo così bene per lui e per noi”
Così R.C. Buford, il GM degli Spurs, sull’arrivo di Aldridge. Nonostante alcuni evidenti problemi di adattamento al gioco di Popovich, a San Antonio non sono particolarmente preoccupati. Sanno che Aldridge darà tutto per gli Spurs, e nonostante la rinuncia ad una parte del credo storico degli Spurs (team over all), la dirigenza texana sa che con LaMarcus la squadra può diventare più spettacolare e più, offensivamente, pericolosa. Aldridge risulterà utilissimo agli Spurs per il suo gioco in post, quando il cronometro starà per scadere e le soluzioni offensive saranno ridotte e quando vi sarà da contrastare i moderni small-ball. Ovviamente per fare ciò la power forward dovrà mettere da parte quegli atteggiamenti egoistici che spesso ha fatto vedere a Portland, riuscendo ad entrare in quel sistema all-around targato Popovich. Altri fattori potrebbero non coincidere con la voglia di successo degli Spurs: le condizioni fisiche di molti giocatori (Tony Parker su tutti) ed una conference molto complicata. V’è però un uomo all’interno della squadra di San Antonio capace sempre di trovare la soluzione giusta: il suo coach.
Gregg Popovich ha già reinventato un paio di volte gli Spurs, e se tutto andrà come lui spera, riuscirà a farlo anche questa volta.
“Se qualcuno merita, da sempre, il beneficio del dubbio, questo è Pop. Nessuno è più capace di lui ad adattare giocatori ed un nuovo roster al suo sistema di gioco”
Le parole qui sopra riportate sono di un allenatore che da poco sembra aver rivoluzionato l’intera NBA: Steve Kerr. Il suo small-ball ed il suo gioco fatto di corsa e triple è la base fondante dell’acquisto di LaMarcus Aldridge da parte dei San Antonio Spurs. Un big man che tira da fuori l’arco è esattamente quello che serviva a Popovich per completare il reparto offensivo degli Spurs, che da tre lavoravano solo ed esclusivamente con guardie e simili (Belinelli, ora ai Kings, Green e Leonard su tutti). Ed in più, se aggiungiamo le capacità al limite del Nowitzkiano dal midrange di Aldridge, ecco che abbiamo il lungo perfetto per completare il reparto degli Spurs. Da Splitter ad Aldridge il passaggio è enorme.
Aldridge si è guadagnato una buona reputazione come “giocatore in post-up“, senza però farne una vera e propria caratteristica. Anche con lo “sgomitamento”, tipico dei lunghi di Popovich, Aldridge si è sempre trovato a proprio agio (solo 10 giocatori in NBA l’anno scorso hanno lavorato di gomito più di Aldridge, secondo i dati forniti da SportVU), e la minaccia del suo jumper costringerà molte difese a concentrarsi su di lui quando sarà in post-up. Questo porterà un sacco di soluzioni offensive nuove. Il lavoro delle ali e delle guardie in entrata nell’area sarà determinante tanto quanto quello dei lunghi in post–basso: con Duncan, Diaw e West, Aldridge potrà formare una grande accoppiata. In più Kawhi Leonard, importantissimo giocatore in post-up, potrebbe trarre molti vantaggi dal gioco dell’ala grande di Dallas.
Aldridge è un grande giocatore anche dal post-alto. Potrà quindi lavorare attorno a Duncan, contribuendo a quella bang-bang offense degli Spurs.

Lilliard per Aldridge, Aldridge per Batum, Portland Trail Blazers – Miami Heat
Il jumper di LaMarcus Aldridge dovrà essere sfruttato al meglio dagli Spurs, e questo vuol dire, quindi, anche una diversa gestione del pallone, sia da parte della squadra, sia da parte dell’ala grande. Aldridge lavorerà ancora molto in post-up, ma non sarà più il punto di riferimento della squadra, dando il pallone a lui che lavorando in post-up a 5 secondi dallo scadere dei 24 sceglie all’ultimo che cosa fare. Buford parla chiaro su come il prossimo anno Aldridge dovrà lavorare con il pallone.
“Si sa, i tiri presi dal movimento di palla e di giocatori hanno un efficienza più alta rispetto a quelli presi dopo l’arresto del pallone, questo è inconfutabile. E non credo che Popovich avrà difficoltà ad inserire in questo contesto anche LaMarcus, facendogli muovere di più il pallone. Aldridge ha tirato con oltre il 51% quando ha tenuto il pallone in mano per meno di due secondi ed il 42% quando l’ha tenuto di più. Gli Spurs lavorano sulla matematica, ed anche Aldridge deve iniziare a pensarla così”
Aldridge potrà ancora lavorare come sa in post-up, ma difficilmente Popovich gli lascerà tenere più di tanto il pallone tra le mani, ovviamente finchè vi sono altre soluzioni offensive. Anche in questi anni, definiti dai fan “happy-pass Spursgasms“, Popovich ha permesso a giocatori come Duncan, Diaw o Leonard di ridisegnare le offensive in caso di matchup favorevoli. Ogni squadra della Western Conference per arrivare ai playoff e gestirli da leader dovrà obbligatoriamente mutare forma: e per battere, ad esempio, gli Warriors con Green centro (sempre che questa sia la scelta di Kerr contro gli Spurs), sarà fondamentale uno come Aldridge adattato a centro.
Aldridge però dovrà “ricalibrare” i suoi tentativi a canestro, e lui ha il Q.I. cestistico per farlo, rientrando così all’interno del sistema Spurs. Ad esempio, la power forward dovrà fare un lavoro simile a quello di Diaw in questa gif.

Diaw per Baynes, sprint dietro Leonard e poi riceve passaggio, Phoenix Suns – San Antonio Spurs
Il lungo francese in questo caso, dopo il passaggio a Baynes, sprinta dietro il back screen di Leonard in posizione di post-up attaccando così il lato debole, portando lì i difensori ed ottenendo così altre linee di passaggio. Un altro lavoro che Aldridge dovrà imparare a fare è quello di Duncan in questo video.

Duncan blocca per Parker, poi riceve passaggio in post basso e segna, San Antonio-New Orleans
Aldridge nella posizione di Duncan nel video, a Portland si è trovato moltissime volte. E forse solo lui può farlo quando Duncan non potrà.

Aldridge finta su blocco per Lilliard, passaggio tiro da tre, Portland T. Blazers-Miami Heat
Qui Aldridge fa qualcosa di molto utile: finta di blocco, fade-out, due passi verso il 3-corner e tripla. Questo tipo di movimento LaMarcus dovrà replicarlo più volte con gli Spurs, compreso sugli schemi in uscita dal time-out. Sui pick-and-roll, invece, Aldridge ha le potenzialità per fare sia il Diaw, sia il Duncan nell’esempio in gif.

Pick-and-roll, Diaw per Parker, Parker per Duncan, Orlando Magic-San Antonio Spurs
Un gioco di questo tipo richiede grande intelligenza cestistica, tantissima chimica tra i componenti ed un altruismo forse non attualmente molto presente in NBA. In 4 secondi toccano il pallone ben 4 giocatori degli Spurs: i post-up di Aldridge a Portland duravano molto di più. L’azione libera Duncan sul blocco che poi segna: Aldridge, sino ad ora non ha mai mostrato la capacità di liberarsi e di muoversi dove l’attacco lo spinge. V’è da dire che a Portland l’attacco era lui, quindi era molto complicato vederlo in una situazione simile. Quando va in post-up, Il 90% delle volte lo fa da sinistra: questo rende Aldridge il giocatore più “asimmetrico” dell’intera lega (secondo i dati forniti da SynergySport).
Quando lavorano sui blocchi gli Spurs, lo fanno con grande intelligenza: sono loro a fare in modo che la difesa si adegui al loro attacco, non il contrario, portandola esattamente dove vogliono loro. Come Duncan che si è adattato (alla grande) ad essere determinante su entrambe le “strade” dei blocchi, anche Aldridge dovrà imparare a fare lo stesso. Nella gif qui sopra si nota come Diaw, prima con il pick-and-roll e poi con il passaggio liberi Duncan da ambo i difendenti: i lunghi degli Spurs in questi anni infatti, nonostante magari in alcuni casi tecnicamente non fossero così eccelsi, lavoravano molto bene in questo tipo di situazioni. Splitter, ad esempio, eccelleva molto in questi momenti: anche senza il pallone, il brasiliano attraeva a sé obbligatoriamente dei difensori, per via delle sue capacità under the rim, liberando i compagni verso quello schema tipico di Popovich chiamato drive-and-kick. Ma Buford sa che le soluzioni fattibili in passato quest’anno non lo saranno.
“Non abbiamo più il “roll” di una volta, quest’anno ci toccherà fare diversamente”
Aldridge, Diaw e West preferiscono tutti venir fuori dopo aver fatto il pick (Aldridge e West per poi colpire col jumper, Diaw per i suoi attacchi fakes da dietro la linea dei tre punti), ed in più v’è il roll di Duncan. Tim se la gioca con pochi altri come power forward più forte della storia, ma nelle ultime stagioni il suo roll è diventato troppo lento e prevedibile. L’altro lungo arrivato questa estate Boban Marjanovic, invece si troverebbe bene nel ruolo di Splitter, viste le sue capacità di attacco al canestro, ma non si sa quanti minuti riuscirà a giocare.
Gregg Popovich però potrebbe già avere la soluzione: l’extra shooting. Pallone a Parker (o chi per lui), pick-and-roll alto di Aldridge e qualcosa accadrà. Potrebbe liberarsi lo spazio per un midrange di LaMarcus, oppure una tripla per qualche tiratore libero da marcature (tutte attirate dalla coppia di lunghi di turno).

Lilliard per Aldridge, Aldridge per Afflalo, Ocklahoma City Thunder-Portland Trail Blazers
Sistematicamente Aldridge attira su di sè almeno due difensori. Se uno lo marca stretto (come in questo caso), lui può aprire per un tiratore; se invece lo lasceranno in post-alto libero, Aldridge potrebbe letteralmente mangiarsi qualsiasi guardia in the paint che provi a tentare il blocco. La side-to-side offense degli Spurs ha sempre portato ottimi risultati, ma anche tanta fatica tra i giocatori di San Antonio. Popovich per sopperire a questo problema ha due soluzioni: La panchina che sembra abbastanza lunga e LaMarcus Aldridge. Con il texano in campo si potrà optare, nei momenti di stanchezza anche in una two-man action (più lenta ma meno faticosa) con Parker e Aldridge.
Il suo nuovo coach però pretenderà ben di più da Aldridge di quanto visto specialmente nella sua ultima stagione con i Blazers. La gestione dei possessi di LaMarcus va rivista: nella stagione scorsa il nativo di Dallas aveva il brutto vizio di tirare dal midrange dopo aver guardato il posizionamento dei compagni ed il successivo recupero del difensore.

Lilliard per Aldridge, tiro contestato da Paul, Los Angeles Clippers – Portland Trail Blazers
LaMarcus nella sua ultima stagione ha abbassato il suo assist rate, accentrando su di sè molto del gioco dei Blazers, ed ovviamente più di chiunque all’interno dell’attuale roster degli Spurs.

Afflalo per Aldridge, tiro forzato da due, Portland Trail Blazers – Washington Wizards
Il video qui sopra mostra come Aldridge sia molto bravo nel lavoro di pump-and-drive, liberandosi per poi accentrare tutta la difesa da sè: il problema è che spesso e volentieri LaMarcus non scarica, bensì si chiude in improbabili pull-up e step-back

Aldridge riceve palla dietro l’arco, penetra e forza il tiro, Portland Trail Blazers-Utah Jazz
Il lavoro qui mostrato fatto da Aldridge contro i Jazz non sarà tollerato da Popovich, soprattutto con così tanti secondi da giocare. Niente di tutto questo è scienza missilistica: abbiamo appena visto Aldridge prendersi due tiri dal midrange shot in un paio di serate con un LaMarcus in versione “egoista”. Il texano quando vuole sa essere un ottimo assistman. Sa anche gestire i possessi, non cercando sempre il jumper dopo un pick: saprà anche quindi, stimolato da Popovich, gestire il pallone, scegliendo il passaggio al tiro quando il difendente lo contrasterà.
L’imprevedibilità è molto importante, e tutti i big men degli Spurs sanno giocare su questa caratteristica. L’assenza di Splitter però si farà sentire: se i lunghi di Popovich lavoreranno bene sui movimenti under the rim, allora ecco che il brasiliano potrà tranquillamente continuare la sua carriera agli Hawks senza che nessuno a San Antonio inneggi il suo nome.
Si è detto tanto su Aldridge e di quanto sia importante: la vera chiave però sarà Tony Parker. Le difese lavoreranno tanto su di lui, e se non può segnare con un jumper, un floater oppure un “attacco a canestro”, sarà lui a dover dettare i movimenti di forward e centri. Lui o il suo sostituto: Patty Mills. L’australiano l’anno scorso è stato anche più determinante di Parker, ma alla lunga non può essere imprevedibile e offensivamente pericolo quanto il francese. Quando Parker non sarà in forma All-Star, allora lì sì che Aldridge tornerà ad essere fondamentale.
Nel lavoro difensivo Aldridge potrà essere essere altrettanto importante quanto in attacco. LaMarcus è molto sottovalutato come difensore: quando si impegna, Aldridge può lavorare benissimo su più posizioni e su differenti giocatori, riuscendo a lavorare benissimo con i piedi: è abbastanza veloce per tenere l’affondo di un playmaker dopo un pick-and-roll, fermarsi ed eventualmente ritornare sul proprio giocatore che ha appena ricevuto lo scarico dal play per il tiro da 3. Riesce a tenere l’equilibrio dopo le più grandi finte dei più grandi giocatori dell’NBA, e più in generale negli uno contro uno.

Aldridge su Spencer Hawes, scala su Paul, Portland Trail Blazers – Los Angeles Clippers
Nella gif qui sopra viene mostrato come Aldridge, nonostante l’altezza, riesca a muoversi molto bene in difesa. Quando una point guard lo attacca cercando il canestro, sente il fiato di LaMarcus sul collo sino all’ultimo, obbligandola ad un layup ben più alto di quanto si erano preparati a tirare: un tiro di questo tipo difficilmente entra. Quando invece Aldridge difende sulle altre power forward, difficilmente viene tirato fuori dai rimbalzi. Questo rende Aldridge un big man che non patisce lo small-ball. Aldridge è stato preso soprattutto per questo: il futuro vice-Duncan ma anche il presente antidoto contro i Golden State Warriors. Staying big, senza però compromettere la difesa contro squadre come quella di Kerr, che possono quindi essere “punite” offensivamente in post.
Aldridge è stato un pallino di Popovich sin dalla fine della off-season scorsa anche per un altro motivo: si accoppia benissimo con qualsiasi dei lunghi attuali degli Spurs, soprattutto con Duncan. E contro squadre che giocano con un solo, vero, lungo in campo questo potrebbe essere importantissimo. Aldridge può lavorare difensivamente ed offensivamente su qualsiasi power forward adattata, mentre Duncan può fare lo stesso sul centro di turno. Go super-small and go against Duncan and Aldridge! Con questo motto gli Spurs si preparano ad essere una delle squadre più alte dell’intera NBA ma anche più mobili dell’intera NBA. Qualcuno ha detto che Aldridge non vuole giocare centro, eppure, a prescindere dal fatto che sia vero o no, lo dovrà fare, specialmente in caso di small-ball Spurs (con Leonard da “4”). V’è infatti da capire anche come si accoppierà con Diaw e West, e se con loro sarà centro o power forward, anche se i due, in caso di lavoro da “4”, si accoppierebbero difensivamente meno bene di Aldridge con una forward adattata. Dovrebbe essere lui infatti, a prescindere, la power forward con gli altri tre lunghi di Popovich, ed uno dei motivi che spingerà il tecnico verso questa scelta (oltre alla difesa) è il modo in cui Aldridge lavora under the rim. Come rim-protector Aldridge non dà il massimo, e senza Splitter e Baynes non può essere lui a sostituirli. LaMarcus, ovviamente, nonostante si muova molto bene in difesa su giocatori più mobili di lui, non ha la stessa agilità: una squadra che, dopo il pick-and-roll riesce a tenerlo lontano dal pallone, può mettere in difficoltà agli Spurs. Ovviamente la soluzione a tutto ha un solo nome: Popovich. Aldridge da “4”, Aldridge da “5”, Aldridge che non tiene il pallone in mano per 20 secondi, Aldridge che si impegna per 48 minuti in difesa, Aldridge che non forza il jumper, Aldridge assistman: con il lavoro di Popovich riusciremo a vedere tutti questi Aldridge? La risposta la possono dare solo loro, da Aldridge, passando per Duncan, per Parker e tutti gli altri Spursy.
Per Nba Passion,
Simone Scumaci, Simo_Spaulding

