Gregg Popovich ha ufficialmente annunciato, ai microfoni di Sage Steele di Espn.com, che continuerà ad allenare gli Spurs anche dopo il ritiro di Tim Duncan e Manu Ginobili.
“Firmando LaMarcus, dovevo fare la promessa [di rimanere]. Non potevo dire ‘LaMarcus, noi ti vogliamo in squadra, ci vediamo più tardi.’ Quindi ho giurato ai ragazzi e ad Aldridge, quindi devo mantenere parola data.”
Coach Pop ha ancora 4 anni di contratto con i texani e lo rispetterà fino in fondo.
La sua avventura con gli speroni è iniziata nel 1988, quando Gregg è entrato a far parte del coaching staff e successivamente, nel 1996, è stato nominato head coach della squadra.
Inizialmente i risultati non sono stati esaltanti e Popovich ha rischiato più volte che la sua panchina saltasse, ma, grazie alle buone prestazioni offerte da David Robinson e compagni nei momenti decisivi, è riuscito sempre a salvarsi.
La svolta è arrivata nell’estate del 1997, quando al draft, incredibilmente, gli Spurs si sono ritrovati con la scelta numero 1 (avevano giocato una stagione orribile per via dell’infortunio dell’ammiraglio) e sono riusciti ad accaparrarsi il talentuosissimo Tim Duncan da Wake Forest.

Peter Holt (proprietario degli Spurs) esulta dopo la vittoria della lottery (a sinistra)
Duncan viene chiamato con la numero 1 al draft del 1997 (a destra)
L’anno successivo è stato subito quello della vittoria: in una stagione ridotta a causa del lock-out, gli Spurs riescono a imporre il loro dominio in campo, soprattutto nel pitturato, grazie alle twin-towers. Ai playoff riescono a sbarazzarsi dei loro avversari in poche partite e, in finale, strapazzano i New York Knicks in 5 partite.
È l’inizio di una nuova dinastia che porterà alla franchigia altri 4 titoli. E non è ancora finita…
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)

