Tony Parker nasce a Bruges, Belgio il 17 maggio 1982 da papà Tony Senior, ex cestista statunitense, e mamma Pamela. Dalla piccola cittadina delle Fiandre la famiglia Parker si sposta presto in Francia dove Tony Senior gioca a basket. Proprio per via del lavoro del padre, e dello zio materno Jean-Pier, il piccolo Tony cresce con la palla a spicchi in mano e con l’idea di emulare Michael Jordan, dopo che nell’estate del 1991 durante un viaggio a Chicago per incontrare i nonni paterni, Parker va con suo padre allo United Center a vedere i Bulls del grande MJ e se ne innamora.

Un giovane Tony Parker in Francia
Nel 1994 iniziano per Tony le prime esperienze su un campo da basket con una squadra e già nel ’97 il nome di Parker comincia a farsi strada, tanto che si pensa possa dire la sua anche nel mondo dei professionisti.
Infatti all’età di 15 anni Parker firma il suo primo contratto per giocare con la Centre Federale di Parigi ma il livello di competitività risulta essere ancora troppo basso per lui, pur affrontando avversari più grandi. Da li al salto nella Pro A (la prima lega francese) è breve, ma come prevedibile il piccolo Tony non è da subito il punto centrale della squadra e dovrà lottare per trovare spazio e mostrare a tutti il suo talento. Nonostante sia nato in Belgio Tony sceglie di giocare con la nazionale Francese in quanto cresciuto in Francia, nel 1999 all’età di 17 anni guida la nazionale under 18 al titolo continentale vincendo anche il premio di MVP del torneo.
L’estate successiva Parker partecipa al Nike Hoop Summit di Indianapolis dove di fronte a molti scout NBA il franco-belga dà spettacolo realizzando 20 punti, 7 assist 4 rimbalzi e 2 palle recuperate, catturando l’attenzione dei migliori college statunitensi pronti a reclutarlo. Tony però rinuncia a queste grandi opportunità e decide di restare in Francia dove nella stagione successiva diventa il playmaker titolare. L’estate del 2001 è quella dell’europeo under 20 vinto sempre dalla Francia con un Parker inarrestabile, diventato MVP del torneo con cifre da capogiro: 25.8 punti 6.8 assist e 6.8 recuperi di media per partita.
Qualche settimana dopo al Draft NBA del 2001 RC Buford general manager dei San Antonio Spurs decide di chiamare alla numero 28(con la benedizione di coach Popovich) il francese Tony Parker. Già nella Summer League Parker si mette in luce mostrando la sua facilità d’adattamento ad un basket più fisico rispetto a quello giocato in europa.
Nella prima stagione in NBA Parker parte inizialmente come riserva di Antonio Daniels, ma dopo un’inizio di stagione non buono per la squadra, coach Popovich decide di dare una scossa alla squadra mettendo Tony titolare. I risultati arrivano subito: 7 vittorie consecutive e numeri da capogiro per il #9 al suo primo mese NBA, viaggiando in doppia cifra di punti e sfiorando i 5 assist a partita.
Non solo coach Pop ma anche Tim Duncan e David Robinson si convinsero che Tony possa essere un uomo chiave nel meccanismo Spurs, e infatti anche i loro numeri ne beneficiarono in meglio, tanto che a fine stagione Tim Duncan vince il premio di MVP, mentre il titolo di rookie della stagione sfugge dalle mani del franco-belga soltanto per la presenza di un altro europeo fuori dal comune, Pau Gasol.
La stagione della definitiva consacrazione in NBA è quella 2002-03 dove Parker e Duncan trascinano la squadra per tutta la stagione chiudendola con 60 vittorie e soltanto 22 sconfitte, qualificandosi ovviamente per i Playoffs. Inizialmente Parker fatica a trovare la condizione giusta e non gioca partite al suo abituale livello, ma gara 5 di semifinale di Conference contro i Los Angeles Lakers è la gara della svolta in cui Tony trascina la sua squadra alla vittoria della serie. Battuti anche i Dallas Mavericks in finale di conference gli Spurs si trovano di fronte i New Jersey Nets di Jason Kidd. Proprio la rivalità tra i due playmaker fu uno dei punti fondamentali di quella serie: nelle prime 3 partite Parker domina il suo diretto avversario trascinando gli Spurs alla vittoria in gara 1 e gara 3 portando la squadra sul 2-1 nella serie, ma da gara 4 in poi il più esperto Kidd riesce a contenere benissimo il francese creando non poche difficoltà a coach Popovich che si vide costretto ad arretrare Parker in panchina. Nonostante questo San Antonio vince la serie e per Parker si tratta del primo anello NBA.

Tony Parker con ii trofei di campione NBA e MVP delle Finals
Nonostante una serie finale non perfetta Popovich non toglie le chiavi della squadra dalle mani del giovane Parker e come al solito ci vede lungo: nelle stagioni successive Tony dimostra di essere uno dei playmaker migliori della lega, aiutando gli Spurs alla vittoria del titolo anche nel 2005 e nel 2007. Proprio quella del 2007 fu una delle sue migliori stagioni nella quale oltre al titolo di campione NBA con gli Spurs vinse anche il titolo di MVP delle Finals trascinando la squadra alla vittoria per 4-0 sui Cleveland Cavaliers di LeBron James, con una media di 24.5 punti per partita.
Negli anni successivi Parker mantiene sempre un livello di basket decisamente alto ma San Antonio non riesce a tornare in finale prima del 2013 dove si trovano di fronte una vecchia conoscenza: LeBron James, ora leader dei Miami Heat. La serie di finale è avvincente e piena di colpi di scena, in gara 6 San Antonio è davanti per 3-2 nella serie, tutto sembra pronto per il 5 titolo della storia degli speroni quando Ray Allen con un tiro incredibile permette a Miami di riportarsi in partita e pareggiare la serie. In gara 7 non c’è storia, gli Heat vincono partita e titolo. La delusione in casa Spurs è tanta ma Popovich e i big three di San Antonio non vogliono darsi per vinti e nella stagione successiva tornano in finale sempre contro Miami, ma quest’anno non c’è storia dopo 2 gare equilibrate e la serie in parità sul risultato di 1-1 San Antonio gioca un basket a dir poco perfetto vince il quinto titolo della sua storia, il quarto per Tony Parker.
La stagione successiva la squadra risente del peso degli anni di Duncan e Ginobili non sempre in splendida forma e non riesce ad andare oltre al primo turno di Playoffs sconfitti in sette partite dai Clippers di Chris Paul. Questa stagione per Tony Parker potrebbe essere l’ultima in compagnia di Duncan e Ginobili, compagni di mille avventure che non si danno mai per vinti. Anche quest’anno San Antonio sta dimostrando di essere una delle principali candidate al titolo NBA ma dovrà vedersela contro i Golden State Warriors di Steph Curry. Questo non sarà certamente un problema per un giocatore come Tony Parker che non si è mai tirato indietro di fronte a nessun avversario e farà di tutto per portare a casa il 5 anello della sua carriera.
